libri e dintorni

Ognuno cresce solo se sognato

Il titolo è un omaggio a Danilo Dolci, che insieme a Aldo Capitini, Braibanti, Lodi, Milani, Montessori e Rodari, rappresentano gli autori intorno ai quali Daniele Novara costruisce il percorso di questa antologia.
28 ottobre 2005

La copertina del libro di Daniele Novara Dall’Introduzione di Daniele Novara

Mi rendo conto (e consegno il pensiero con estrema umiltà al lettore) che questa antologia è basata su un criterio di selezione degli autori assolutamente soggettivo. Vi si trova la storia della mia formazione e un tentativo di mettere assieme (cercando un fil rouge conduttore) personalità che hanno avuto con l’educazione un rapporto sostanziale, pur non essendo dei pedagogisti nel vero senso della parola, pur essendo spesso e volentieri degli educatori anomali, fuori dagli schemi, che hanno tracciato dei binari piuttosto che seguirne altri già prefissati.

Ho la presunzione di ritenere che questa antologia possa interessare coloro che la utilizzeranno nel loro concreto lavoro di educatori, condividendone quindi una comune ispirazione.

Vi si trovano autori poco noti, altri universalmente conosciuti, ma non penso sia questo che dà ragione al libro, quanto la volontà di individuare nei percorsi pedagogici del Novecento (in particolar modo del secondo Novecento) un filo conduttore che ha la pretesa di indicare un luogo metaforico comune, dove ci si può formare, dove si può crescere, dove si può – per usare una parola forse un po’ ridondante – trovare dei maestri e delle maestre che sappiano indicare il senso dell’educare stesso.

Mi sottraggo pertanto alla responsabilità di segnare con matematica certezza i confini di questa antologia. Probabilmente in essa potrebbero entrare tanti altri educatori del Novecento, tante altre figure che sono significative, all’interno perlomeno di questo metaforico territorio. La mia pretesa è semplicemente quella di proporre queste figure per una mia personale conoscenza, a volte diretta, a volte più intellettuale, che mi permette di restituire al lettore anche un’esperienza umana, non solo un’operazione di tipo accademico o libresco.

Direi che tutto questo può definirsi con il termine radici, un termine un po’ in disuso in un contesto sociale fortemente votato all’attimo, all’usa e getta, al consumo e alla dimenticanza. Forse è questo un tentativo di organizzare la memoria, e quindi di poter attingere direttamente alle fonti e non semplicemente al sentito dire, al pressappochismo mediatico.

Normalmente nei manuali di storia della pedagogia la Montessori viene collocata nell’ambito dell’attivismo pedagogico di tipo scientifico; Aldo Capitini (quando viene ricordato) nell’ambito dell’idealismo pedagogico di orientamento filosofico; e infine Danilo Dolci, Don Milani e Mario Lodi in quelli che sono stati i momenti di contestazione degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, e che rappresentano un po’ le utopie pedagogiche per antonomasia.

Gli altri che qui vengono ricordati non trovano in realtà uno spazio specifico nella storia della pedagogia.

Il tentativo di attraversare questi confini e trovare un’unica collocazione si basa sulla necessità di trovare le comuni matrici formative, per cogliere dentro queste figure una caratterizzazione che va al di là del momento storico in quanto tale.

Sono infatti pedagogie che rispondono a dei bisogni umani essenziali. Nel caso, ad esempio, della Montessori il bisogno della libertà, di poter scegliere e determinare il proprio destino; nel caso di altri, come Rodari e Dolci, la dimensione della creatività come dimensione esistenziale dell’individuo, come ricerca di poter esprimere le proprie potenzialità al meglio.

Infine, si tratta volutamente di un’antologia di educatori italiani. La storia dell’educazione italiana presenta delle caratteristiche molto interessanti, con figure che hanno saputo offrire un contributo estremamente originale non solo a livello italiano, ma anche europeo e internazionale e necessitano quindi di essere visti insieme in modo da avere la percezione della loro presenza come una scuola che dal punto di vista pedagogico può essere definita una vera e propria scuola italiana.

Può essere un azzardo mettere assieme autori di provenienza epistemologica così diversa? Soltanto la lettura della pagine che seguono renderà possibile una risposta e una restituzione di credibilità a questa operazione.

Vorrei però enucleare con un po’ di pazienza alcune caratteristiche comuni che ho trovato – sia personalmente sia leggendo le loro opere – in questi autori e che danno almeno a me la ragione profonda di questa antologia. Sono ragioni che si collocano nell’area della ricerca educativa, che ci consentono di tracciare una mappa su cui poi l’antologia andrà a definire i vari segmenti antologici concretamente selezionati.



Note

Ognuno cresce solo se sognato
Antologia essenziale della pedagogia critica
Edizioni La Meridiana, collana Partenze,
128 pagine,
14,00 Euro

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