libri e dintorni

Prima o poi le gabbie rimarranno davvero vuote…

C'era un libro, alto, bianco e blu. Si intitolava, laconicamente, I diritti animali. Argomentava serenamente la possibilità di riconoscere che tutti gli animali hanno i loro diritti, in una prospettiva diversa da quella dell'altro grande iniziatore del movimento animalista, Peter Singer… Era quindici anni fa.
Stefano Carnazzi
Fonte: Lifegate.it - 27 settembre 2005

Ora, è qui. Tom Regan, l'autore, filosofo americano, è in Italia, con un nuovo libro appena pubblicato contemporaneamente in diverse lingue: Gabbie vuote. Eh, "gabbie vuote"… scenario da sogno, per chi ama gli animali; è questo il titolo di un saggio aggressivo, vario ed entusiasmante, un manuale per chi vuole attrezzarsi dialetticamente alla difesa dei nostri amici.

Di questo libro Jeremy Rifkin elogia l'idea "genuinamente rivoluzionaria" e l'abilità nello sfatare i miti delle industrie dello sfruttamento che dicono di trattare "umanamente" gli animali. Il Nobel '03 della letteratura J. M. Coetzee lo definisce "una bruciante accusa circa il modo in cui trattiamo gli animali in un mondo costruito a nostro completo vantaggio". Per Jane Goodall, grande etologa e autrice de L'ombra dell'uomo, questo libro "può cambiare il modo di pensare".

Jeffrey Masson, scienziato scrittore d'un best-seller mondiale sui sentimenti degli animali, chiosa: "è la migliore introduzione al problema dei diritti animali che sia mai stata scritta".

Come nasce tutto, non solo il libro, ma proprio l'idea, la sensibilità,la storia? Lo racconta Tom Regan in persona, durante questa 'prima' italiana. Lui da ragazzo non aveva una particolare predisposizione all'amore per le bestie. Anzi, ha fatto anche, durante gli studi, il garzone d'una macelleria.

Quello che cambiò la sua visione, scoppiò... in Vietnam. Una volta laureatosi, cominciò a cercare, come filosofo, materiali contro la guerra. E gli capitò per le mani un'opera, 'Storia dei miei esperimenti con la realtà'.
L'autore era Mohandas K. Gandhi.

La ricerca della verità, il rifiuto della violenza lo colpirono.

Cominciarono così ad apparire diversamente gli episodi di maltrattamento finor reputati normali. Diventa vegetariano, affinché "la forchetta non diventasse un'arma per uccidere".

Durante la conferenza, ricorda dolorosamente uno straziante episodio di uccisione… che riecheggia tutte le sofferenze, di tutti gli animali: come fanno le industrie di vivisezione a dire che i loro metodi sono "umani", se "umano" vuol dire con compassione, pietà?

Questo libro è stato scritto per gli attivisti, per i loro amici, per coloro che sono intorno e che non credono a ciò che diciamo.

Coraggio; "it's a hard work", non c'è alcuna "buona giornata" per gli animali che soffrono, e il peso di questa consapevolezza fa pagare una penale a chi ce l'ha.

Ma la collera va rivolta contro la "violenza istituzionalizzata": l'industria della caccia, della ricerca, dello sfruttamento, è violenta - ma, istituzionalizzata, tende a diventare invisibile. Siccome gli abusi non si vedono, chi li compie non viene punito.

Ma prima o poi, le gabbie rimarranno davvero vuote…

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