libri e dintorni

Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali

Esce finalmente anche in Italia l'ultimo libro di Tom Regan "Empty cages". Gabbie vuote non è solo, come lo ha definito Jeffrey Masson "la miglior introduzione al problema dei diritti animali", ma soprattutto un telescopio che ci proietta in quel futuro dove vorremmo già essere: un mondo senza gabbie, un mondo vegetariano.
Massimo Filippi (Oltre la Specie)

Gabbie vuote

Tom Regan è con Peter Singer uno tra i maggiori filosofi che hanno argomentato in maniera razionale e raffinata a favore dei diritti animali. Nonostante ciò, libri di Regan in italiano sono difficilmente reperibili: il suo lavoro principale "I diritti animali" (Garzanti) è esaurito da tempo, così come "Diritti animali, obblighi umani" (Edizioni Gruppo Abele), una raccolta di testi edita in collaborazione con Singer. Già solo per questo motivo, la pubblicazione del suo più recente lavoro, "Gabbie vuote", è da salutare come un evento significativo.
"Gabbie vuote" è un testo importante anche per un'altra serie di motivi. Innanzitutto è un testo agile e di facile lettura, che riassume in circa 300 pagine i principi fondamentali del pensiero aspecista ed egualitario (la base dei diritti animali), i principali abusi perpetrati quotidianamente e in maniera istituzionalizzata dagli umani sugli altri animali e una serie di linee-guida lungo le quali il movimento animalista dovrebbe muoversi per rendere il proprio messaggio sufficientemente diffuso da essere universalmente accettato.
In secondo luogo, la facilità di lettura (è un testo che non richiede una laurea in filosofia per essere letto e capito) non va a discapito dell'accuratezza e della radicalità del messaggio. Regan indica chiaramente che, data l'assoluta fondatezza dei diritti animali, la richiesta del movimento non deve essere quella, come spesso accade, di gabbie più grandi, ma appunto di gabbie vuote.
In terzo luogo, anche la struttura del testo è di estremo interesse, essendo impostata nella forma dell'autobiografia filosofica, dove le acquisizioni teoriche e la conoscenza degli abusi perpetrati nei confronti degli altri animali sono parte integrante del percorso esistenziale della persona Tom Regan.
Per questo motivo Regan si autodefinisce un "temporeggiatore". Temporeggiatori sono coloro (e sono la stragrande maggioranza) che sono giunti a una piena coscienza animalista (cioè non accettano nessuno dei cinque modi in cui gli altri animali sono sfruttati - per farne cibo, abbigliamento, divertimento, sport o strumenti di ricerca - in una parola sono vegani) facendo un passo per volta, facendosi una domanda e poi un'altra, trovando le risposte strada facendo. Questo è il motivo per cui il libro è dedicato ai temporeggiatori: come sostiene Regan costoro sono il futuro del movimento di liberazione animale; senza aver "reclutato" tutti i possibili temporeggiatori non si avrà mai quella massa critica di persone che potranno rendere reale il cambiamento richiesto dall'adozione dei diritti animali. E questo è un ulteriore punto di forza del libro: chi è dotato di un minimo di capacità logica e di sensibilità si troverà spinto da queste pagine lungo un percorso che, una volta intrapreso, non può che concludersi con l'acquisizione di una piena coscienza animalista. Infine, questo volume è sicuramente consigliabile a tutti gli attivisti del movimento animalista, in quanto le sue argomentazioni permetteranno, da un lato, di mettere a fuoco le idee necessarie per rispondere in maniera inattaccabile alle principali obiezioni ai diritti animali e, dall'altro, di indirizzare al meglio la politica del movimento, che deve essere a un tempo radicale e realista.
Il libro è diviso in cinque parti. La prima riassume la storia personale di Tom Regan e gli aspetti salienti della storia recente del movimento. La seconda, certamente la più densa e la più feconda, espone con chiarezza cosa sono i diritti umani e perché sono importanti come premessa per dimostrare cosa sono e perché sono altrettanto importanti quelli animali. Se gli animali non umani sono a noi uguali sotto tutti gli aspetti moralmente rilevanti, in quanto abbiamo tutti una medesima origine e i medesimi corpi, allora il mantenere gli attuali doppi standard morali (uno per noi e uno per gli altri animali, uno per i cosiddetti "animali da compagnia" e uno per i cosiddetti "animali da reddito", ecc.) è profondamente immorale. La terza parte è dedicata a smascherare la retorica falsamente rassicurante delle leggi a favore del "benessere animale" e dell'industria basata sullo sfruttamento dei non-umani. Se parole come "umanitario", "benessere" e "cura responsabile" hanno ancora un senso, risulta molto difficile poterle applicare all'attuale condizione animale. Tale parte è preliminare alla quarta sezione del libro che passa in rassegna i principali campi di impiego degli animali non umani da parte di quelli umani. Anche questa parte, il "museo degli orrori" che va necessariamente riportato in ogni testo che si prefigge di sostenere i diritti animali, è presentata da Regan con estrema originalità, evitando inutili elenchi di cifre e di abusi più o meno efferati. Regan, invece, si concentra su alcune situazioni paradigmatiche dalle quali trarre, con poche "pennellate" estremamente efficaci, le lezioni più rilevanti. L'ultima parte del libro consiste in una sorta di vademecum al fine di facilitare l'adesione dei temporeggiatori al movimento animalista.
Ad apertura e chiusura del libro, c'è la straziante storia passata e l'esaltante prospettiva futura di una soffice gatta bianca. Non diremo niente di questa gatta per non rovinare la sorpresa preparataci da Regan nel finale, se non che questa gatta, la vera protagonista del libro, ci trasmette un messaggio chiaro e difficilmente equivocabile: gabbie vuote!

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