United cruelty of Benetton!

Si chiama “mulesing”, la pratica utilizzata per tosare le pecore in Australia. La lana ottenuta viene utilizzata anche dalla Benetton. Per questo PETA International ha deciso di avviare una campagna contro l’azienda veneta.
31 marzo 2005 - redazione
“Non si può stare mai tranquilli!” avrà pensato Luciano Benetton che, dopo numerose campagne di boicottaggio contro la sua azienda, come ad esempio quella dei consumatori inglesi contro l’introduzione dei microchips al posto dei codici a barre; quella del Coordinamento italiano di sostegno a Rawa per l’utilizzo dell'immagine distorta delle donne afghane, in periodo post talebano, per la campagna Food for life e quella del popolo dei Mapuche che reclama la propria terra in Patagonia, oggi deve subire anche l’ira di animalisti e vegetariani. Benetton utilizza lana proveniente dall'Australia, paese in cui le pecore sono sottoposte alla tosatura tramite il "mulesing". Questa procedura consiste nel bloccare le pecore con delle barre di metallo e tagliare grossi lembi di carne viva dall'area perianale senza l’ausilio di anestetico. Gli allevatori affermano che è necessario utilizzare tale pratica in quanto aiuta a prevenire che le larve di mosche infestino la pelle rugosa, una caratteristica fisica per la quale le stesse pecore sono appositamente selezionate e allevate. Gli animalisti -per contro- dicono che basterebbe utilizzare delle razze meno soggette a tali malattie e chiedono pratiche di allevamento qualitativamente migliori. La vita non è facile per questi animali docili e indifesi: quando la loro lana non è più redditizia, le pecore (ogni anno fino a 6 milioni) vengono “spedite” in Medio Oriente su navi a stiva aperta, sotto un sole cocente per un viaggio che spesso dura settimane. Accalcate in decine di migliaia, infestate da malattie, le pecore che si ammalano o rimangono ferite sono spesso gettate fuori bordo ancora vive. La Peta ha messo al corrente i dirigenti della Benetton mostrando delle riprese video di queste pratiche violente e ha chiesto di interrompere l'uso della lana australiana fino a quando non vengano vietate la pratica del "mulesing" e l'esportazione di capi in vita. È chiaro che il problema della provenienza delle materie prime non può essere imputabile esclusivamente alla Benetton, ma sarebbe importante che proprio dalle grandi aziende arrivasse finalmente un segnale di attenzione e di rispetto, non solo nei confronti degli animali, ma anche verso i consumatori che stanno diventano sempre più sensibili.

chi siamo

chi siamo

invia articolo

segnala un articolo o un evento

pubblicità

per la pubblicità su questo sito

promuovere i propri prodotti e servizi su Veg'zine.it

contattaci

contattaci

site map

site map

Privacy Policy

Powered by PhPeace 2.4.1.62