Salute o scelta etica?

Cinque buoni motivi per essere vegetariani? Diminuire le possibilità di contrarre malattie degenerative, vivere più sani e più a lungo, evitare il massacro degli animali, rispettare l'ambiente, ridurre gli squilibri alimentari nel mondo.
16 novembre 2010 - redazione
Fonte: adnkronos.com

mucche Per molti anni scegliere di consumare o non consumare carne, è stata considerata una scelta di interesse personale: non mangio carne perché non mi piace, non mangio carne perché fa male, non mangio carne perché la mia religione non lo prevede.
Poi sono arrivate le motivazioni animaliste: non mangio carne perché amo gli animali. E infine, da pochi anni, si sono aggiunte quelle etico-ambientali: mangiare carne non è sostenibile per il nostro pianeta. I vegetariani, infatti, sostengono che consumare carne in un sistema altamente industrializzato come quello moderno non sia più sostenibile. Il consumo di alimenti animali, dal dopoguerra a oggi, è notevolmente cresciuto, a discapito della qualità, della salute dei consumatori e dell'ambiente. Le deiezioni degli allevamenti sono la prima causa del riscaldamento terrestre, e tra le prime due o tre cause di tutti i problemi ambientali più gravi, come l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e la distruzione delle foreste.
Secondo Umberto Veronesi ci sono almeno cinque buoni motivi per essere vegetariani: ridurre il rischio di ammalarsi di cancro, vivere più sani e più a lungo, evitare la tortura e il massacro degli animali, rispettare l'ambiente, ridurre gli squilibri alimentari nel mondo.

Ma se il problema della salute potrebbe essere facilmente risolto, scegliendo prodotti di qualità, provenienti da allevamenti biologici e limitando il consumo di carne a poche volte alla settimana, gli altri tre problemi legati a questa scelta alimentare (il massacro degli animali, la sostenibilità ambientale e lo squilibrio alimentare nel mondo) sono risolvibili esclusivamente con la scelta vegetariana e con una maggiore consapevolezza da parte delle istituzioni.
Sono 6 milioni gli italiani che hanno scelto di essere vegetariani e da anni la Lav, Lega Anti vivisezione, si batte perché godano di un trattamento equivalente a quello di tutti gli altri cittadini quando si siedono a tavola alla mensa scolastica o aziendale. Secondo un’indagine dell’associazione animalista, l’opzione vegetariana è prevista nelle mense scolastiche pubbliche di tutti i capoluoghi di Regione, ad eccezione di Perugia, Campobasso e Palermo. Ma nonostante il buon risultato, la possibilità di usufruire di menu vegetariani per i propri figli non è sempre promossa con chiarezza. Solo in alcuni casi, infatti, se ne fa riferimento esplicito sui siti web delle Amministrazioni cittadine, ma nella maggior parte dei casi si parla più genericamente di motivazioni etiche, in altri solo di diete speciali. Per questo la Lav esorta le amministrazioni a tener conto non solo di garantire l’accesso a menu vegetariani per gli utenti che ne fanno richiesta, ma anche di promuoverli periodicamente nelle mense per tutti gli altri utenti, in linea con le normative sui cosiddetti ‘acquisti verdi’ nella Pubblica Amministrazione, questo perché “facilitare la scelta vegetariana è anche un atto di civiltà e di rispetto per l’ambiente, considerato che un pasto vegetariano fa risparmiare quasi 2 kg CO2eq rispetto ad uno con carne”.

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