A noi piace BIO

Sono più salutari e gustosi rispetto agli altri prodotti e meno dannosi per l’ambiente. Ma troppo costosi.
12 ottobre 2004 - EP - redazione

Gli italiani e l’alimentazione biologica
Il sondaggio "Gli italiani e l'alimentazione biologica" è stato illustrato da Renato Mannheimer durante la presentazione dell'entrata nel mercato bio delle mele "Marlene". Dai primi di ottobre, infatti, nei punti vendita tradizionali è possibile trovare le nuove mele biologiche Marlene Bio, prodotte in Alto Adige dalla cooperativa Bio Südtirol, certificati dall'ente tedesco ABCert.
Il prezzo delle mele Marlene Bio parte franco azienda [ma il prezzo al consumatore dipende dal distributore finale] con un +40% rispetto alle tradizionali.
Piacerebbero al 76% degli italiani [al 47% abbastanza, al 29% molto!], ma solo il 9% li comprerebbe regolarmente. Parliamo di prodotti biologici e il condizionale in questo caso è d'obbligo poiché si tratta di un sondaggio di opinione, realizzato dall'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione per il Consorzio VOG [maggior produttore di mele d’Europa e tra i più importanti nel mondo], su un campione rappresentativo [602 risposte] di popolazione maggiorenne.
Se da una parte i più sono convinti che i prodotti biologici facciano bene alla salute [77%], che siano più gustosi [il 63%] e da preferire, poiché aiutano a salvaguardare il nostro patrimonio ambientale, dall'altra gli intervistati
-d'accordo quasi all'unanimità- considerano il prezzo di questi prodotti ancora troppo alto [sono soprattutto le casalinghe -92%- ad affermarlo]. Anche se la conoscenza della marca potrebbe far superare l'atteggiamento negativo dovuto ai prezzi troppo alti.

Perché costa di più?
Innanzitutto parliamo di produzioni di qualità. In alcuni casi si tratta di prodotti "riscoperti", non presenti sul mercato tradizionale, e questo certamente influisce sull'aumento dei costi.
Produrre biologico significa operare lavorazioni del terreno non invasive [meno utilizzo di macchinari, quindi, e più manodopera], avere rese produttive meno elevate e maggiori costi di produzioni [ad esempio i fertilizzanti naturali hanno un costo maggiore rispetto a quelli di sintesi e spesso vengono utilizzati mezzi meccanici per tenere sotto controllo le piante infestanti]. Inoltre le produzioni biologiche devono essere certificate, e la certificazione ha un costo.
Per i prodotti lavorati, deve essere verificata la provenienza delle materie prime, affinché siano garantite da agricoltura biologica, e il rispetto delle norme di produzione per la concessione dell'uso del marchio di produzione biologica.
Gestire la certificazione biologica può così risultare più costoso per le piccole aziende e per imprese che vogliono mantenere una produzione mista, in quanto deve essere garantita la netta separazione tra prodotti biologici e non biologici durante tutte le fasi di lavorazione.

Il rovescio della medaglia
A fronte di un maggiore costo, l'agricoltura biologica offre cibo sano e contribuisce attivamente allo sviluppo dell'ambiente, della società e delle comunità locali.
L'agricoltura biologica non solo non utilizza pesticidi o fertilizzanti chimici di sintesi, ma vieta anche l'ingegneria genetica.
Per questo è considerata un'agricoltura sostenibile, che aiuta sensibilmente a diminuire la perdita di sostanze nutrienti, l'inquinamento di aria e acqua, a mantenere intatti gli habitat, a conservare la fauna selvatica e la ricchezza di varietà di piante.
vorrei... ma non posso
Se volete acquistare prodotti bio cercando di contenere un po' i costi, potete rivolgervi ai mercatini, dove si possono fare acquisti piuttosto convenienti.
I mercatini del bio vengono di solito organizzati nel fine settimana [molti anche la domenica] in parecchie piazze italiane. Qui è facile trovare i produttori che vendono direttamente i propri prodotti e in molti casi il risparmio è notevole.
Sicuramente poi ci sono molte aziende agricole anche vicino alle grandi città. Se programmate di visitarne qualcuna telefonate sempre chiedendo gli orari per evitare un viaggio a vuoto. Passare un pomeriggio in campagna è sicuramente più liberatorio che stare in coda alla cassa di un supermercato!

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