È tutto "bio" quel che luccica?

L'agricoltura biologica in questi ultimi anni (in pochi anni a dire il vero) ha ricevuto una spinta che nemmeno i più ottimisti del settore avrebbero potuto sperare.
15 ottobre 2002 - Elisabetta Pajè

Se analizziamo ad esempio una ricerca commissionata alla GfK-IHA dalla Centrale del Latte di Torino oltre il 39% delle famiglie che si apprestano a fare la spesa in un qualsiasi canale distributivo italiano preferiscono i prodotti provenienti da agricoltura biologica. Stiamo parlando di oltre 8 milioni di famiglie su un totale di 20.600.000. Se poi prendiamo in considerazione le singole regioni scopriamo, sempre in base ai dati forniti da questa ricerca, che in Toscana la percentuale di preferenza arriva addirittura al 68%.
A cosa servono le ricerche di mercato? In questo caso, oltre che a fornire una mappa aggiornata della situazione sul commercio dei prodotti bio in Italia, servira' alla Centrale del latte di Torino, per stabilire a quali regioni italiane estendere dal 2003 la distribuzione del proprio marchio "Fio di Bio", attualmente diffuso in Liguria e Piemonte.
Il bio oggi e' business e come tale sottosta' alle leggi di mercato e quindi ai sondaggi.
Analizziamo a questo punto cosa significa "biologico". Secondo la normativa un prodotto puo’ essere dichiarato biologico se proviene da coltivazioni che hanno utilizzato nella pratica agricola esclusivamente sostanze naturali, escludendo l'utilizzo di sostanze chimiche sintetizzate dall'uomo. Tuttavia, se riduciamo la questione al reperimento della materia prima, qualsiasi azienda o grande multinazionale potrebbe decidere di produrre e commercializzare prodotti bio.

Invece bio non è solo questo. Un prodotto dovrebbe considerarsi biologico se oltre ai metodi di produzione “puliti” presenta caratteristiche legate alla stagionalita’, alla territorialita’ e alla tradizione. Se pensiamo a questo aspetto del biologico, dovremmo stare attenti, quando facciamo la spesa, se cio’ che stiamo comprando e’ di stagione, se e’ stato prodotto nel nostro territorio, se e’ un prodotto che fa parte della nostra tradizione alimentare.

Biologico quindi non e’ solo una pratica agricola, ma e’ anche un movimento culturale. E, visti i dati di mercato, c’e’ da chiedersi se la cultura del biologico non sia a rischio. Speriamo che le grandi aziende e soprattutto la Grande Distribuzione Organizzata, alla quale dobbiamo il recente successo del bio, siano capaci di cercare anche queste qualità nei prodotti che offrono ai consumatori. Diversamente il bio che propongono finirà per essere solo business.

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