cibo&salute

Ma cosa mi racconta questa etichetta?

Approvate le diciture salutistiche che si potranno apporre sulle confezioni dei cibi che migliorano il benessere. Ma sono tanti i dubbi ele perplessità.
30 maggio 2012
Fonte: Freshplaza

Helth claim Se prendendo in mano un pacco di biscotti trovate scritto "fonte di betaina che contribuisce al metabolismo dell'omocisteina... non c'è nessun errore. Possono essere proprio biscotti, di quelli che avete sempre acquistato. L'unica differenza è che grazie all'approvazione del regolamento betaina è una sostanza naturale (si estrae dalla beta vulgaris = barbabietola dello zucchero Lo zinco contribuisce al metabolismo acido base" oppure "la betaina un pacco di biscotti

Si è concluso, dopo sei anni di intenso lavoro, il procedimento di verifica da parte dell'EFSA delle indicazioni sulla salute. Ne sono state autorizzate 222, contro le quasi 5.000 proposte. Il risultato, però, lascia perplessi e scontenti tutti. Le aziende e soprattutto i consumatori, che dovranno tenere a portata di mano una bella enciclopedia per districarsi e capire cosa stanno mangiando.
Un esempio? "Lo zinco contribuisce al metabolismo acido base".

Le perplessità arrivano anche da Bruxelles: "Il metodo di valutazione delle prove scientifiche su alcuni health claims sembra essere sproporzionato", ha pubblicamente dichiarato Renate Sommer, eurodeputata del Gruppo PPE. "Come risultato, i criteri risultano essere in contraddizione con quelli rispettati a livello internazionale. La procedura di valutazione impone dei criteri che difficilmente possono essere soddisfatti da parte delle Piccole e Medie imprese".

Secondo una stima elaborata da uno studio inglese (GBC Ltd, Study on NHCR Economic Impact Assesment), l’impatto del Regolamento UE 1924/2006 potrebbe avere anche esiti negativi sulle piccole e medie imprese (PMI), che producono e commercializzano integratori alimentari.
Ad alimentare dubbi sugli esiti del processo di autorizzazione contribuiscono anche esponenti della ricerca scientifica. Diversi ricercatori europei hanno dichiarato in un documento di consenso scientifico (Scientific substantiation of health claims: Evidence-based nutrition - Elsevier Nutrition Journal – 2011) che il lavoro svolto da EFSA non è corretto in quanto sarebbero stati assunti parametri idonei a misurare l’efficacia dei farmaci, ma totalmente inadeguati ad appurare l’attività benefiche di sostanze alimentari.

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