corretta alimentazione

Frutta fresca, frutta secca e semi: il modo migliore per iniziare la giornata.

La colazione non va saltata per nessun motivo: è un momento importante sia per risvegliare il nostro organismo dalla pausa notturna, sia per trovare la giusta energia per affrontare con maggior grinta la giornata.
17 marzo 2017 - redazione

mandorle La colazione, ormai è risaputo, non va saltata per nessun motivo. È un momento importante sia per risvegliare il nostro organismo dalla pausa notturna, sia per trovare la giusta energia per affrontare con maggior grinta la giornata.
La scelta di cosa mettiamo in tavola per il nostro primo pasto è basilare anche per ridurre l'appetito e arrivare ai pasti successivi meno affamati. Per questo anche la colazione va pianificata scegliendo gli alimenti giusti.

Kantha Shelke della Pardue University ha elaborato una "ricetta ideale" per iniziare al meglio la giornata. I cibi maggiormente indicati per una dieta sana sono quelli a basso indice glicemico, perché rilasciano gli zuccheri più lentamente. Fra questi troviamo i cereali integrali, mandorle e nocciole, frutta, verdura e semi.
Questi alimenti, se consumati a colazione, permettono di contenere l'appetito nel corso della giornata e limitare quindi la sensazione di fame improvvisa.

Indice glicemico (IG). Se ne parla molto e sembra che basti scoprirne il meccanismo per riuscire a contenere il peso corporeo. L'IG misura la capacità di un alimento di alzare la glicemia (cioè la quantità di zucchero glucosio contenuta nel sangue) dopo il pasto. A digiuno la glicemia è di circa 1g di glucosio per litro di sangue, ma appena si assume un glucide (zuccheri o carboidrati), questo si trasforma con la digestione in glucosio aumentando il valore della glicemia. Il livello della glicemia nel sangue è estremamente importante rispetto all'aumento o alla perdita di peso. La glicemia che compare dopo la digestione induce la secrezione dell'insulina, un ormone che è in grado di scatenare o contenere il processo di aumento del peso.

Ogni cibo ha un IG che varia da 1 a 100. Fino a 40 è considerato molto basso. Da 41 a 55 l'indice glicemico è considerato basso. Da 56 a 69 l'indice glicemico è considerato moderato e oltre 70 è considerato alto.

Secondo alcuni l'IG degli alimenti è di difficile valutazione. A eccezione dei carboidrati puri (come glucosio, fruttosio, saccarosio, galattosio, lattosio ecc. che hanno un IG stabile), i cibi glucidici (che sono composti solo in parte da carboidrati) sono soggetti a un'estrema variabilità in base a molteplici fattori che possono alterare il punteggio dell'indice glicemico. Ad esempio va considerata la varietà (diversi frutti o ortaggi hanno un diverso IG); il grado di maturazione (più un frutto è maturo, maggiore è l'IG); la zona di coltivazione (provenienza e clima influiscono sull'IG); eventuale raffinazione (i cibi glucidici raffinati, come i farinacei nel caso del grano, o di altri cereali, hanno un IG più alto); il contenuto in macronutrienti (grassi e di proteine determinano un IG più ridotto); contenuto in fibre (maggiore contenuto di fibre determina un IG più ridotto).

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