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Armi da fuoco. Tendenze e contraddizioni italiane.

Un'analisi, basata sui dati ufficiali, sull'uso improprio della armi e la legislazione che lo agevola anziché ostacolarlo. Un libro vivamente consigliato a chi è interessato ai danni causati dagli 800 mila cacciatori italiani e dei politici che li sostengono.
3 novembre 2011 - AgireOra Network

Armi da fuoco Massimo Tettamanti è l'autore di "Armi da fuoco. Tendenze e contraddizioni italiane", un libro vivamente consigliato a chi è interessato ai danni causati dagli 800 mila cacciatori italiani e dei politici che li sostengono.

Il problema relativo alle armi da fuoco, secondo l'autore, "è un circolo vizioso e letale ben conosciuto agli specialisti e facilmente verificabile dalle statistiche e dai dati ufficiali".
Massimo Tettamanti, che ha basato le sue conclusioni sulle informazioni quantitative e qualitative ufficiali disponibili in Italia, in Europa e nel mondo, mette in luce l'esistenza di un fenomeno estremamente preoccupante: la paura del crimine come fenomeno che porta a un aumento del numero di armi detenute, il che, a sua volta, porta ad un aumento del crimine.

Per i settori di utilizzo di armi in campo "civile" (vale a dire diversi dall'uso militare e di Pubblica Sicurezza), che sono appunto quelli presi in esame dal libro di Massimo Tettamanti, i dati ufficiali riportano:
34mila privati posseggono il porto d'armi,
50mila guardie giurate,
178mila permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno)
circa 800mila cacciatori con licenza per abilitazione all'esercizio venatorio.

Tra questi, il settore di gran lunga più pericoloso, sia per la numerosità dei praticanti che per l'ambito di utilizzo delle armi (luoghi pubblici) e della tipologia di utilizzatori, è quello venatorio. Eppure, nonostante le numerose ricerche svolte e i dati ufficiali, sono state promulgate o sono al momento in discussione al Parlamento Italiano proposte di legge per agevolare l'uso di armi; tra le più recenti, una proposta di legge che intende ad avvicinare anche i minorenni alle armi da fuoco, permettendone l'uso per la caccia.

Che quello venatorio sia in proporzione l'ambito nettamente più pericoloso si evince chiaramente dalle conclusioni del libro/inchiesta di Massimo Tettamanti: "Nei 5 mesi dell'apertura della caccia, normalizzando rispetto alla popolazione globale, il numero di morti per arma da fuoco indica che i cacciatori sono, come minimo, 10 volte più pericolosi rispetto alla persona media, considerando nella media anche la criminalità comune e quella organizzata. A peggiorare la situazione e ad aumentarne la pericolosità, esiste l'ingiustificabile privilegio accordato ai cacciatori di entrare armati nelle proprietà private senza il consenso del proprietario. E non esiste, al momento attuale, volontà politica di eliminarlo".

Nella prefazione del libro, curata dal professor Sandri, il docente di Sociologia della devianza, Università degli Studi di Brescia sottolinea: "Massimo Tettamanti queste contraddizioni, legate soprattutto al problema della sicurezza 'interna', le coglie perfettamente, e criticamente, tutte; lo fa descrivendo i problemi e citando i numeri reali del fenomeno. Si tratta di numeri che i più ignorano: ma sono numeri spaventosi.
Questo di Massimo Tettamanti è un libro documentato: è un libro che racconta, attraverso le nude cifre (anche) della cronaca, il dramma legato all'industria delle armi, al loro uso improprio in un contesto 'civile' (?), avulso dalle ragioni militari e di Pubblica Sicurezza di cui sopra. E' un libro che rende conto delle centinaia di vite spezzate nel corso degli anni, uccise da colpi di pistola o di fucile. E' un libro importante perché denuncia apertamente la responsabilità della Politica rispetto alla scelta di non intervenire dal punto di vista legislativo su un fenomeno che, almeno in Parlamento, deve essere già conosciuto".

Note

Il volume è acquistabile on-line presso ScriptaWeb:
http://scriptaweb.eu/Catalogo/armi-da-fuoco

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