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Dal 15 al 29 aprile non solo pesci all'Acquario Civico di Milano!

Si è inaugurata venerdì 15 aprile la mostra di fumetti "Cani di Carta. I cani nei fumetti" organizzata da MyUrbanDog, da un'idea di offed comunicazione e novecentoeventi.
La mostra è realizzata in collaborazione con WOW spazio fumetto, il primo museo del fumetto milanese da poco inaugurato.
Tra i personaggi italiani, presentati in mostra, anche una storia intera di 10 tavole del simpatico Gino personaggio creato da Mauro Cervia e Fabio Borganti, veterinari milanesi, che spiegava ai lettori del “Corrierino” l’etologia.

Cani di Carta - invito alla mostra

Come per il giallo, la fantascienza o l'horror, anche il fumetto è stato considerato per molto tempo una forma espressiva di serie b. Al massimo adatta ai ragazzini.
Eppure proprio questi generi minori in molti casi hanno anticipato fenomeni e situazioni. Non sbaglia Andrea G. Pinketts quando dice che gli scrittori di gialli sono gli unici possibili scrittori sociali. Basta leggersi alcuni romanzi pubblicati 10 o 15 anni fa per vedere come avesse anticipato i problemi legati, per esempio, alla criminalità orientale e alle difficoltà di convivenza tra etnie diverse. Allo stesso modo il fumetto ha saputo individuare fenomeni ed eventi ancor prima dei sociologi e dei direttori markenting.

Un esempio è come il fumetto abbia saputo evidenziare il cambiamento del rapporto tra uomo e cane.
A cominciare dalla sua nascita, che per convenzione viene fatta risalire a Yellow Kid, il bambino dal camicione giallo, creato da Richard Felton Outcault, pubblicato a partire dal 5 maggio 1895 sulle pagine del supplemento domenicale del New York World, il protagonista delle tavole è accompagnato da un cane.
Le nuvolette che oggi caratterizzano i fumetti appaiono solo più tardi, il 16 febbraio 1896, e curiosamente la tavola che si intitola The great dog show in M’Googan Avenue mette in scena una mostra canina amatoriale realizzata dai ragazzini.

A sottolineare l'importanza del cane per i bambini è la seconda creazione Outcault: Buster Brown. Questo azzimato biondino è una vera peste e tutte le sue avventure avvengono sotto gli occhi del suo cane Tige. Buster Brown e Tige sono i personaggi che appariranno sulla prima pagina del primo numero del primo giornalino per bambini italiani: Il Corrierino dei Piccoli.

Ma il cane non è solo l'amico dei bambini. Anche gli adulti hanno bisogno di veri amici e così nel 1917, ancora sul Corrierino, compare una coppia a 6 zampe tra le più famose della storia del fumetto: il signor Bonaventura e il suo fido Bassotto.
Ovviamente molti altri eroi hanno diviso, da quel momento in poi, le loro avventure con un cane. Da Tintin, che non può fare a meno di Milou, all'Uomo Mascherato sempre accompagnato da Diavolo. Ma anche eroi decisamente speciali come Batman e  Superman non si sono negati un amico a 4 zampe: Asso il primo e l'alieno Kripto il secondo. E naturalmente l'indimenticabile Idefix, inseparabile compagno del possente Obelix.

Il fumetto, molto prima della televisione e del cinema, ha visto nei cani delle possibili star di serie importanti; ben presto cani di ogni tipo si sono guadagnati i titoli di testa e hanno ridotto gli umani a comprimari. Basti pensare al francese Pif e al famosissimo Sansone oppure, in tempi più recenti, alla Pimpa di Altan.

Recentemente una inchiesta realizzata tra i ragazzi ha individuato in Snoopy il cane dei comix più amato e conosciuto. E proprio Snoopy è un altro esempio di come il fumetto sappia anticipare i tempi: il più famoso tra i personaggi dei Peanuts, infatti, non è più un cane (o perlomeno non si sente tale!). È tutto: scrittore, aviatore, giocatore di biliardo, fuorché non un cane. È un filosofo che osserva il mondo con un punto di vista molto speciale.

Snoopy è il primo di una nuova razza di cani: gli Urban Dog. Cani, all'apparenza, ma molto di più in realtà. Ora testimoni, ora giudici, usano i loro sensi, per puntare e mostrarci non più la selvaggina ma le nostre contraddizioni.
Quanto siano importanti gli Urban Dog lo abbiamo visto, per esempio, durante l'ultima campagna elettorale americana: non si contavano, infatti i dibattiti, su quanto potesse influire sul risultato finale il fatto che Obama non possedesse un cane. E alla fine, quando alla Casa Bianca è arrivato Bo, si è anche guadagnato un fumetto tutto suo.

Note

Mostra organizzata da myurbandog.it
Realizzata in collaborazione con WOW spazio fumetto, Filippo Confalmi, Confartigianato Alto Milanese, Excalibur
Con il patrocinio del Comune di Milano Ufficio Garante Tutela degli Animali
Si ringrazia: Bic Licensing, Noberasco
Media partner: RadioBau, SpreaTV, dibooks.it

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