Floriterapia

Una questione di armonia

Nel Rescue Remedy di Edward Bach ci sono cinque fiori preziosi capaci di creare un’armonia unica, che si esprime anche nella loro forma. Questo mix d’emergenza ha un’azione “trans personale”: i singoli fiori che lo compongono sono infatti in grado di aiutare qualsiasi persona che si trovi in uno stato di emergenza, senza che vi sia una corrispondenza precisa fra la tipologia dell’individuo e i fiori presenti nel Rescue.
20 gennaio 2011 - Nicla Vozzella
Fonte: anthroposmagazine.com

sassi... una questione di equilibrio Le origini della morfologia floreale risalgono alla “teoria della signatura”, che deriva da una dottrina applicata in erboristeria, molto diffusa nel Cinquecento, ma che si rifà a un principio ben più antico, già utilizzato nella medicina greca, cinese e indiana, cioè quello dell’analogia, che consiste nel mettere in relazione elementi diversi in base alle loro similitudini. Attraverso l’analogia, la dottrina della signatura è diventata uno strumento di decodificazione e di interpretazione, da parte dell’uomo, dei segni che contraddistinguono i rimedi fitoterapici. Nella dottrina della signatura si riflette l’antica concezione del mondo che vede una corrispondenza fra il macrocosmo, cioè l’universo, e il microcosmo, ossia l’uomo. Fu Paracelso, l’alchimista, a sviluppare il significato di questa dottrina e ad articolarne le caratteristiche.
Partendo dalla morfologia floreale, quindi, è possibile stabilire con il sistema floreale individuato da Edward Bach (1886-1936) un’analogia tra i fiori e le caratteristiche delle persone che hanno bisogno di un determinato rimedio. Se viene preso in esame, in particolare il Rescue Remedy (il rimedio d’emergenza) si può notare come i fiori in esso presenti compiano dei “gesti” tali da caratterizzarne l’utilizzo. Questo mix d’emergenza creato da Bach ha un’azione “trans personale”; ovvero, i singoli fiori che lo compongono sono in grado di aiutare qualsiasi persona che si trovi in uno stato di emergenza, senza che vi sia una corrispondenza precisa fra la tipologia dell’individuo e i fiori presenti nel Rescue.

Le cinque “anime” del Rescue Remedy
Stefania Floreani, naturopata e insegnante di yoga, durante il seminario “Il gesto dei fiori” tenutosi presso il centro olistico Entelechia* di Milano, ha sottolineato come “il gesto” dei cinque fiori contenuti nel Rescue Remedy abbia una profonda analogia con la loro capacità di aiutare le persone ad affrontare un’emergenza. Gesti, quindi, che diventano “segni” inconfondibili e che caratterizzano questo mix, l’unico messo a punto da Bach.
I cinque fiori contenuti nel Rescue Remedy sono Impatiens, Clematis, Cherry Plum, Rock Rose, Star of Betlehem; ciascuno di loro svolge un ruolo preciso nella situazione di emergenza; ma se per comprenderne il “messaggio” profondo bisogna conoscerli uno per uno è importante sapere che questi cinque preziosi fiori, nel mix del Rescue, si comportano come se fossero un unico fiore capace di soccorrere le persone – affrontando i diversi aspetti che possono presentarsi – nei momenti di emergenza.
Entrare in sintonia con ogni fiore e con il suo messaggio è importante per comprendere come questo sistema floreale, scoperto nel secolo scorso ad opera di un uomo solo dotato di grande riccheza spirituale, rappresenti un modo per curare dolce, non invasivo, e capace di armonizzare l’Io individuale con il Sé Superiore, un’armonia che viene chiamata “salute”.

Impatiens, Balsamina Ghiandolosa
Bach utilizzava per le sue preparazioni la varietà di Impatiens dai fiori color malva perché le riteneva apportatrice di un’energia meno marziale rispetto alla varietà rossa.
Il fiore Impatiens cresce appeso allo stelo, proteso in avanti; proprio come il soggetto Impatiens che si proietta nel futuro seguendo il suo ritmo accelerato e così resta solo perché gli altri non riescono a seguire il suo rimo. La solitudine è familiare anche alla pianta che è originaria dell’Himalaya. L’accelerazione di Impatiens si nota anche nel ritmo di crescita: è una pianta capace di colonizzare grandi superfici.
Ma il “gesto” di Impatiens, cioè la sua signatura, non ha un’analogia solo con l’accelerazione: Impatiens è anche fragilità. Infatti, anche se il suo stelo eretto, fiero, di un bel colore rossastro, gli dona un aspetto centrato, solido si tratta solo di apparenza; in verità quello stelo è cavo ed è sufficiente urtarlo perché si spezzi. Si può quindi, per analogia, comprendere come Impatiens spesso si proietti in avanti per non restare nella sofferenza del momento, per non confrontarsi con la propria fragilità.
La natura marziale e precipitosa di questo fiore si evidenzia anche nel modo con cui libera i propri semi: al minimo fruscio, al minimo spavento, il fiore letteralmente “spara” i semi a mo’ di proiettili. Eppure, a chi sa come avvicinarsi, all’ape, per esempio, Impatiens apre il suo fiore, lascia che l’insetto si accomodi sui suoi petali e che succhi il nettare.
Il ruolo di Impatiens nel Rescue è quello di aiutare la persona a non lasciarsi spezzare dal dolore, aiuta a placare l’ansia, a non protendersi verso il futuro cercando di sfuggire al momento, ma consente di stare con la serenità necessaria per ascoltare il messaggio che la difficoltà porta con sé.

Clematis, Clematide Vitalba
La varietà di Clematide utilizzata dal Bach è quella dai fiori con petali bianco-crema; petali che in realtà non sono tali ma sono sepali (atti a proteggere l’ovario). E sta anche in questa curiosa morfologia “il gesto” di Clematis, che si apre al mondo sprovveduto, senza pensare alle conseguenze delle sue azioni e incurante di proteggersi. Ma d’altra parte, nel mondo in cui Clematis vive non c’è nulla di brutto che possa accadere: il suo è il mondo dei sogni e lì tutto è possibile. Clematis è l’artista che vive seguendo le proprie ispirazioni interiori.
La pianta ha radici terrene molto lontane dai propri fiori che invece si protendono verso il cielo. Per questo Clematis sembra avere la testa fra le nuvole. Nel suo mondo la pigrizia e l’indolenza sono la regola perché tutto può essere procrastinato al momento in cui si sarà completamente svegli.
Clematis non ha interesse nel presente, ma nemmeno nel futuro in cui si proietta. Clematis non fa e non realizza progetti; persino con i propri semi è indolente: anche se sono maturi li conserva, protetti da una coltre di peluria, che come una nuvola meravigliosa contribuisce a ovattare la realtà da cui Clematis sfugge.
Il rimedio Clematis aiuta a radicarsi, il suo ruolo nel Rescue è quello di mantenere la presenza dopo uno shock o uno spavento; Clematis aiuta a non perdere conoscenza rimanendo presenti e consapevoli della realtà circostante.

Cherry Plum, Viscicolo
Cherry Plum fiorisce quando ancora è inverno, quasi non potesse controllare la propria fioritura. Senza mettere alcuna foglia i suoi fiori esplodono come un bianco bagliore sui suoi rami scurissimi, quasi neri. Dal tronco talvolta escono dei polloni come se la pianta avesse una gran paura di perdere il controllo e volesse essere ben salda nelle sue radici emettendone anche laddove non sarebbe necessario. È il controllo il suo “gesto” che in modo ambivalente si confronta con la paura di perderlo.
Così succede anche alle persone, che temono di compiere gesti e azioni lesive per gli altri e per se stessi.
Le chiome cariche di fiori spiccano in mezzo agli altri alberi ancora addormentati dall’inverno; e Cherry Plum appare come una nuvola di vapore bianco che sbuffa elevandosi da un tronco nero e addormentato. Non sempre questa pianta dà frutti e semi, quasi non potesse prevedere ciò che sarà di lei e allora abbandona il suo progetto lasciandosi portare dal caos del momento. Un caos che al tempo stesso è esplosione di vita e di luce di cui Cherry Plum, però non è consapevole e non ne beneficia.
Il suo ruolo nel Rescue è quello di aiutare la persona a non perdere il controllo di fronte all’emergenza. Aiuta a radicarsi ma al tempo stesso a lasciar fluire, a lasciar passare il momento di caos per poi recuperare la lucidità che serve durante le situazioni di emergenza.

Rock Rose, Eliantemo maggiore
È la rosa della roccia, una piccola pianta dal piccolo fiore giallo che è capace di scavarsi radici lunghissime sino a raggiungere la profondità della terra dove c’è il nutrimento. È una pianta resistente, le sue foglioline sono leggermente pelose e la proteggono dai climi rigidi nei quali cresce. I suoi fiorellini gialli hanno come “gesto” quello di seguire il Sole come piccoli girasoli.
Come un piccolo caldo sole “interiore” Rock Rose allenta la morsa del gelo causato dalla paura; permette all’energia di fluire nuovamente e di ritrovare la centratura. Rock rose, infatti, aiuta a mantenere i piedi nella madre Terra, seguendo con il capo il padre Sole.
Il suo ruolo nel Rescue è quello di sbloccare la persona dal panico che paralizza e di aiutarla a ritrovare la centratura indispensabile per affrontare la situazione d’emergenza.

Star of Betlehem, Latte di gallina
È un fiore altamente simbolico, i suoi “gesti” sono tanti: è uno dei rari fiori a sei petali, l’unico nel sistema di Bach, che al suo interno presenta anche sei stigmi. Può essere visto come la stella di David oppure come il simbolo del chakra del cuore. E infatti è sul cuore – inteso come centro dell’emotività – che agisce: lavora sui blocchi e sui traumi. Star of Betlehem appartiene alla famiglia della cipolla e del’aglio, contiene un liquido che fa lacrimare gli occhi, un “gesto” che può essere visto come il pianto liberatorio che permette alla sofferenza di sciogliersi, di non rimanere costretta nel cuore e di lasciare spazio all’equilibrio interiore. Il bagliore candido del suo fiore è come quello di una stella, quello della “propria” stella che può guidare ciascuno a riprendere la propria strada dopo un blocco improvviso. Star of Betlehem aiuta a ritrovare la pace interiore, a superare i traumi e a “passare oltre”.
Il suo ruolo nel Rescue è fare sì che il trauma non si cristallizzi, che non prenda forma, che scivoli via rimarginando le ferite del cuore.

L’analogia che cura
Il potere curativo del Rescue Remedy si può espandere meditando sulle infinite analogie – qui ne sono state evidenziate solo alcune – che questi cinque piccoli fiori possono esprimere in una situazione di emergenza.
È importante comprendere anche che la duttilità del sistema floreale scoperto da Edward Bach non può essere “misurata” con gli strumenti della scienza ortodossa perché i rimedi floreali agiscono su un piano vibrazionale e si “materializzano” in un messaggio che solo il Sé superiore può comprendere.
Secondo Bach la malattia si instaura quando l’Ego persegue obiettivi che si allontanano da quelli dell’Anima; ma quando si ritrova l’unità fra l’Io e il Sé la malattia, così come è arrivata, scompare: consegnato il suo messaggio può liberare l’individuo. Purtroppo, talvolta il messaggio che l’Anima ha bisogno di comprendere non si trova in questa dimensione e allora alla malattia segue la morte, che Bach stesso intendeva solo come un momento di passaggio capace di condurre alla piena consapevolezza. Ogni situazione della vita, secondo il padre della floriterapia, è “perfetta” così com’è, la sua manifestazione non potrebbe essere diversa da come si realizza. È di quella precisa situazione infatti l’Anima ha bisogno per evolvere.
Il sistema floreale di Bach, in linea di principio, per come è stato individuato, può aiutarci a comprendere qualunque “lezione” che l’Anima si trova a imparare in questo “giorno di scuola” che chiamiamo Vita.

*Il centro Entelechia
Il “Centro Olistico Entelechia” é una associazione sportiva dilettantistica, culturale e di promozione sociale senza scopo di lucro, iscritta al Coni, affiliata e accreditata presso lo CSEN - Ente di Promozione Sportiva riconosciuta dal Coni e Ente Nazionale con Finalità Assistenziali Riconosciuto dal Ministero Dell'Interno e FEDERITALIA SPORT - Ente Nazionale di Promozione Sociale riconosciuto dal Ministero della Solidarietà Sociale e Ente Nazionale con finalità Assistenziali riconosciuto dal Ministero degli Interni.
L'associazione è nata all'inizio del 2004 dall'esperienza pluriennale dei suoi soci fondatori. Ha per scopo lo studio, la ricerca, la sperimentazione e l’applicazione di tutte le discipline olistiche, secondo le tecniche moderne e quelle tramandate dalle antiche tradizioni, sia orientali che occidentali, per rispondere alle esigenze di crescita, di sviluppo e di autostima dell’individuo attraverso l’educazione alla cura ed al rispetto del proprio corpo inteso come un insieme inscindibile di fisico, emozioni, mente e spirito e, quindi, al miglioramento della qualità della vita e della salute.
Entelechia è una parola greca che descrive lo stato di perfezione a cui arriva l'uomo con lo sviluppo delle proprie potenzialità. Ed è proprio questo il contributo che l’Associazione vuole offrire: accompagnare le persone sulla strada del Ben-essere, del Ben-dire e del Ben-pensare.

Note

Nicla Vozzella giornalista e autore di numerosi libri su salute e alimentazione, è direttore di AnthroposMagazine.com e svolge Consulenza Orientativa Integrata (COI) con l’ausilio dei Fiori di Bach.

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