ecoabitudini

Sacchetti di plastica... addio!

100 miliardi di sacchetti di plastica utilizzati ogni anno in Europa, il 25% in Italia, pari a 20 miliardi di buste all'anno. Fino a ieri! Da oggi è entrato in vigore il divieto di commercializzare i sacchetti di plastica.
1 gennaio 2011 - redazione

Great Pacific Garbage Patch Dagli anni '80 a oggi il rito dell'usa e getta ci ha certamente preso un po' la mano, portandoci ad archiviare, un po' troppo alla leggera, l'abitudine del vuoto a rendere o dell'utilizzo della sporta per fare la spesa. Ma da oggi le nostre abitudini dovranno cambiare. Dal 1 gennaio, infatti, anche nel nostro paese è vietata la commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili; un divieto che avrebbe dovuto scattare all'inizio del 2010 ma che è stato posticipato di un anno. Al loro posto potremo trovare sacchetti in bioplastica o in carta, meno pratici e con una tenuta minore rispetto alla busta di plastica. Carta e bioplastica (Mater-bi) sono materiale biodegradabili, ma non per questo possiamo considerare nullo il loro impatto sull'ambiente. Per produrre un kg di bioplastica è necessaria energia termica ed elettrica pari a 1,4 kg di petrolio equivalente e 50 litri di acqua. Si legge in “Guida al consumo critico” (a cura del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, EMI, 2009) che un chilo di Mater-bi, durante il processo produttivo, lascia dietro di sé due kg di gas serra, 350 grammi di rifiuti solidi (di cui il 17% pericolosi) e un peso indefinito di inquinanti disciolti nell’acqua e nell’aria.

Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, sottolinea che "Sostituendo con 10 sporte riutilizzabili i 300 sacchetti di plastica che ogni italiano consuma all'anno, risparmieremo oltre 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante di emissioni di CO2, ma soprattutto eviteremo di disperdere nei campi, lungo le rive dei fiumi, nei mari plastica indistruttibile". I sacchetti di plastica sono utili per poche ore ma producono danni per un tempo lunghissimo: un sacchetto resta infatti nell'ambiente anche per secoli, da un minimo di 15 anni a un massimo di 1000 anni secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente. Le stime parlano di una commercializzazione annua mondiale di circa 1000 miliardi di sacchetti: anche se solo una frazione di questi viene dispersa nell'ambiente, provoca la morte di milioni di pesci, balene, delfini, tartarughe e altri animali. L'Unep stima in un milione il numero di uccelli marini uccisi. Si sono trovati frammenti di plastica perfino nei nidi degli albatros in remote isole dell'Oceano Pacifico.

Non ultimo, il problema della tossicità: nella stampa dei sacchetti, specialmente nei paesi in via di sviluppo, sono spesso utilizzati coloranti cancerogeni e metalli come additivi che vengono rilasciati nell'ambiente per poi riconcentrarsi negli organi interni delle specie, esseri umani compresi. I sacchetti sono anche aerodinamici, basta poco vento per trasportarli e, a volte, formano vere e proprie “isole” come la Pacific Vortex che si trova a 800 miglia a nord delle Hawaii, nell'Oceano Pacifico, con una estensione che varia tra i 700 mila e i 10 milioni di Km2 e con un peso stimato di 3 milioni di tonnellate.

I sacchetti di plastica potranno essere ancora distribuiti negli esercizi commerciali (negozi e supermercati) fino a esaurimento scorte, ma dovranno essere ceduti al consumatore a titolo gratuito.

chi siamo

chi siamo

invia articolo

segnala un articolo o un evento

pubblicità

per la pubblicità su questo sito

promuovere i propri prodotti e servizi su Veg'zine.it

contattaci

contattaci

site map

site map

Privacy Policy

Powered by PhPeace 2.4.1.62