libri e dintorni

Quello che gli animali non dicono... l'ha detto lui!

Esistono diversi libri, a volte anche capolavori, che in realtà possono essere letti solo da qualcuno. Quello che gli animali non dicono, invece, può essere letto da tutti e contribuisce in maniera importante a proseguire quel percorso attualmente in atto di maggior comprensione e rispetto verso il mondo animale.
13 settembre 2010 - Stefano Cagno

Quello che gli animali non dicono Ad una prima e superficiale occhiata Quello che gli animali non dicono sembra un libro leggero, costituito da semplici aneddoti capitati all’autore, soprattutto durante la sua carriera di veterinario. Provate allora a iniziare a leggere il primo racconto, Alcibiade, e sarete risucchiati a leggere tutti gli altri. Incontrerete fatti quasi straordinari ed altri quotidiani e comuni, animali di ogni specie, sorriderete per l’ironia con cui scrive l’autore, ma anche vi commuoverete per i racconti non a lieto fine. Mai, però, direte: “Che banalità!”
Quello che gli animali non dicono è certamente, da un certo punto di vista, un libro leggero perché non è un saggio e non è concettoso e complicato da capire, ma leggendo oltre la facciata superficiale ci sono molte lezioni che si possono imparare, c’è soprattutto la profonda umanità con cui l’autore affronta il contatto con gli animali, nella sua vita professionale di veterinario.
Qualcuno potrebbe contestare che non è un libro animalista, ma Oscar Grazioli racconta la realtà di tutti i giorni che quasi mai è “animalista” e poi un libro che parla di animali per essere interessante, piacevole e valido non deve per forza portare avanti le tesi animaliste, anche perché prima del riconoscimento dei diritti degli animali deve per forza esserci il loro rispetto. E questo libro sicuramente ci trasmette il rispetto per gli animali che può essere un primo passo lungo un percorso che potrebbe sfociare ad abbracciare anche le tesi dei diritti degli animali.
Un libro interessante non mi ha mai stimolato solo emozioni, ma anche immagini. Oscar Grazioli, soprattutto nei racconti più lunghi, è capace di caratterizzare i personaggi e descrivere i luoghi in maniera tanto particolareggiata, spesso umoristica o ironica, che diventa quasi impossibile non chiudere gli occhi e perdersi insieme all’autore nella pianura reggiana dove sono ambientati la maggior parte dei racconti. E come non sorridere dei molti personaggi umani, a volte grotteschi, a volte surreali che Grazioli ha incrociato.
Una delle contestazioni che spesso sono mosse ai veterinari è che, poiché la parcella viene pagata dal proprietario dell’animale, i bisogni di quest’ultimo sono messi in secondo piano a favore dei desideri dei proprietari. Insomma come se il paziente non fosse più l’animale, ma quello che, spesso a sproposito, viene chiamato essere umano. Come non dimenticare che moltissimi vivisettori sono veterinari?
In questo caso, invece, Grazioli si muove a favore dell’animale e dei suoi bisogni e ciò comporta, come ben sanno altri veterinari scrupolosi, diverse parcelle non pagate da clienti non soddisfatti del veterinario che “stranamente” prende la parte dell’animale.
Esistono diversi libri, a volte anche capolavori, che in realtà, per un motivo o per un altro, possono essere letti solo da qualcuno. Quello che gli animali non dicono, invece, può essere letto da tutti e contribuisce in maniera importante a proseguire quel percorso attualmente in atto di maggior comprensione e rispetto verso il mondo animale.

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