giardinaggio

Curare le piante con i “fiori”

Non è un gioco di parole ma ciò che si può fare: le piante sono quelle che abitano con noi o nel nostro giardino e i fiori sono i 38 rimedi di Bach
7 settembre 2010 - Nicla Vozzella

crabapple La versatilità dei fiori di Bach si rivela utile non solo per gli adulti, i bambini e gli animali, ma anche per le piante. Il principio del “simile che cura il simile” in questo caso viene amplificato.
Il metodo migliore per scegliere i fiori di Bach per le proprie piante è quello di “ascoltare empaticamente” le emozioni che percepiamo avvicinandoci alla pianta e, in base agli squilibri che cogliamo, scegliere il rimedio più adatto. Questo è il metodo che usano i floriterapeuti o comunque le persone che hanno una buona conoscenza dei fiori di Bach. In ogni caso, seguendo alcune indicazioni generali, tutti possono riuscire a curare le proprie piante con i fiori di Bach.
I rimedi che qui di seguito verranno indicati si intendono concentrati da diluire nell’acqua destinata a innaffiare oppure nell’acqua da nebulizzare sulle piante.
Le dosi sono di 4 gocce per ogni litro d’acqua, ad eccezione del Rescue Remedy, che è un mix di 5 fiori già diluito, per cui è meglio aumentare un po’ le dosi, portandole a 6-8 gocce per litro. I rimedi comunque agiscono sul piano energetico vibrazionale quindi con più saranno diluiti con più agiranno sui piani sottili, mentre una minor diluizione ne esplicherà l’azione sul piano più materiale.

Per proteggerle dai parassiti
L’ideale è fare periodicamente, circa una volta ogni tre settimane, un trattamento preventivo alle nostre piante contro i parassiti diluendo nell’acqua per innaffiare e nell’acqua da nebulizzare sulle foglie il fiore Crab Apple. È il fiore del melo selvatico che viene prescritto quando le persone sentono di avere dentro “qualcosa di sporco”, per questo si rivela un rimedio formidabile per purificare la terra e anche le foglie e per proteggerle dai parassiti. Così come nelle persone i fiori di Bach possono indurre una “crisi di consapevolezza”, allo stesso modo il rimedio somministrato alle piante può far “uscire allo scoperto” alcuni parassiti che vivevano nella terra oppure nella pagina inferiore delle foglie della pianta. In tal caso, se si assiste a questa sorta di “aggravamento” bisogna ripetere subito il trattamento e ripeterlo poi a giorni alterni, o anche tutti i giorni se la situazione è seria, per circa una settimana o comunque sino alla scomparsa dei parassiti.
Questo è un metodo molto rispettoso dell’ambiente e di ogni forma di vita, in linea con i principi del vegetarismo; infatti, nessuna creatura muore, né la nostra bella pianta, né il parassita che verrà solo “sfrattato”!

Per i traumi e i cambiamenti
Il rimedio d’eccellenza per aiutare le piante a “metabolizzare” i traumi subiti è Rescue, il rimedio d’emergenza è indicato in moltissime situazioni. È indispensabile quando la pianta viene potata: Rescue aggiunto all’acqua per innaffiare e nebulizzato sulle foglie aiuterà la pianta a superare il trauma della potatura. Un consiglio: quando potiamo le piante facciamolo con rispetto, avviciniamoci dopo aver respirato profondamente e “indossiamo un sorriso”. Le piante percepiscono le intenzioni e il trauma della potatura così sarà meno profondo. In generale, è un buon metodo quello di far “ascoltare” alle piante della musica mentre ci prendiamo cura di loro. Non è vero che la musica classica è la più indicata, anche se in effetti sembra piacere molto, le piante possono gradire anche i tamburi africani, o il rock più duro, o anche le canzoni di vario genere, l’importante è che la musica piaccia anche a chi si prende cura di loro, così la sensazione di piacevolezza “contagerà” empaticamente le nostre piante.
Un altro caso in cui Rescue è indicato per le piante è quando ci si dimentica di bagnarle; oppure quando prendono una gelata, in quest’ultimo caso, però, diluiamo il rimedio in acqua leggermente tiepida e innaffiamo pochissimo oppure nebulizziamo poco poco per evitare che l’acqua rimasta nel vaso o sulle foglie, dopo un’ulteriore diminuzione di temperatura, danneggi le piante in modo irreparabile.
Infine Rescue può essere utilizzato dopo un rinvaso, ma in questo caso è bene aggiungere all’acqua anche Walnut, il fiore del noce, è il rimedio per “l’ipersensibilità ai cambiamenti”; questo rimedio potrà aiutare la pianta ad ambientarsi nel nuovo vaso. Walnut può essere utile anche somministrato da solo quando spostiamo le piante, magari portandole da fuori a dentro o viceversa ai cambi di stagione oppure dopo un trasloco.

Per sostenerle e nutrirle
Così come le piante hanno bisogno di sali minerali per crescere, allo stesso modo hanno la necessità di essere accompagnate nella crescita anche dal punto di vista energetico vibrazionale.
Ecco allora che per aiutarle a “sostenersi” durante i periodi di crescita daremo loro Oak, la quercia, il rimedio che serve agli “stacanovisti”. Dopo che le nostre piante avranno messo fiori e foglie nuove è possibile che siano “esaurite”, in tal caso il rimedio è Olive, l’ulivo, detto il “ricostituente dei fiori di Bach” che le aiuterà a recuperare le energie vitali. In primavera i trattamenti con Oak e Olive sono indicati con la stessa frequenza con cui di solito si concima.
Un altro fiore che può essere utile per dare quella carica che ci sembra mancare alle nostre piante è Hornbeam, il carpine, detto il “caffè dei fiori di Bach” che si rivela particolarmente utile per far uscire le piante dal torpore in cui sono rimaste avvolte durante l’inverno. È utile somministrarlo quando si nota che la piante si è “svegliata” ma sembra faccia fatica a “carburare”: non somministratelo con anticipo altrimenti potreste alterare i suoi ritmi vitali e danneggiarla.
Se notate, invece, che la pianta al primo sole, ancora in inverno, sembra essersi ridestata somministratele Impatiens, la canna di vetro, è il fiore per le persone impazienti che precorrono i tempi: aiuterà la pianta a rallentare i suoi ritmi e la sua voglia di sbocciare; se nonostante Impatiens la pianta sembra voler germogliare a tutti i costi, allora datele Vervain, la verbena, che nelle persone aiuta a non trasformare l’entusiasmo in fanatismo.

Affidarsi all’empatia
Queste sono solo alcune indicazioni per utilizzare i fiori di Bach con le piante, ma se ne possono scoprire altri “connettendosi” con i bisogni dei nostri “vegetali da compagnia”. Chi vive con le piante lo sa: ci ascoltano, assorbono le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, rinvigoriscono o soffrono a seconda dell’ambiente che le circonda. E dunque chi ha dimestichezza con le piante potrà imparare a usare con loro i rimedi di Bach ascoltando quali sono le emozioni che riverberano in noi quando siamo in presenza del nostro vegetale.
Così come succede con i nostri animali da compagnia, talvolta il rimedio che occorre al cane o al gatto può far bene anche al padrone!

chi siamo

chi siamo

invia articolo

segnala un articolo o un evento

pubblicità

per la pubblicità su questo sito

promuovere i propri prodotti e servizi su Veg'zine.it

contattaci

contattaci

site map

site map

Privacy Policy

Powered by PhPeace 2.4.1.62