nonviolenza

L’ultima marcia

Per 29 anni le madri di Plaza de Mayo hanno tenuto vivo il ricordo. Per 29 anni hanno continuato a chiedere giustizia e verità per i loro figli “desaparecidos” durante la dittatura argentina di Pinochet.
30 gennaio 2006 - EP - redazione

Le madri di Plaza de Mayo They dance alone -loro ballano sole- come recitava Sting in una canzone dedicata alle vittime della dittatura Argentina e alle madri di Plaza de Mayo.
Loro -le Madri- hanno continuato a ballare da sole per 29 anni e dopo 1500 giovedì di protesta, lo hanno fatto ancora una volta, l'ultima, il 26 gennaio scorso, quando si è tenuta l'ultima marcha de la resistencia di 24 ore, nel centro storico di Buenos Aires, davanti a Casa Rosada sede della Presidenza.
La prima marcia risale al 1981, quando si erano ritrovate in una settantina e per 24 ore avevano tenuto testa silenziosamente ad almeno trecento poliziotti in assetto anti-sommossa. Ora sono in tante, quasi tutte ormai anziane signore tra i 74 e i 93 anni. Hanno fondato un'università e continuano a portare nel mondo la loro testimonianza. Per fare in modo che nessuno dimentichi cosa sia stata la dittatura argentina, che nessuno dimentichi quell'orrore. Hanno visto scomparire figli e figlie (oltre 30.000 persone) e in alcuni casi anche i piccoli nipoti, affidati a chi appoggiava il regime: alla fine degli anni '70 erano circa 500 i bambini sottratti dopo la nascita ai desaparecidos argentini.
Queste donne hanno continuato a cercare la verità perché molti di quei 30.000 corpi si sono dissolti nel nulla. Non è rimasta traccia. Molti anni dopo si è saputo che i prigionieri -vivi, storditi per effetto di una droga, dopo aver subito ogni tipo di tortura fisica e psicologica- sono stati gettati in mare dagli aerei.
Queste donne non possono dimenticare, ma hanno deciso che è arrivato il momento di chiudere un ciclo e iniziare a costruire. La loro protesta cambia, non termina. L'Argentina come tutto il sud America sta vivendo un nuovo momento politico. Sono stati gettati nuovi semi di pace e giustizia. E il merito è loro.

Note

Un film
La triste storia delle sorti dei perseguitati politici in Argentina è stata raccontata da Marco Bechis in due film "Garage Olimpo" e "Figli/Hijos". Il primo dedicato alle vittime della dittatura argentina il secondo ai bambini sottratti dopo la nascita ai desaparecidos argentini.

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