animal welfare

A tavola con gli antibiotici

Gli antibiotici usati in zootecnia rimangono nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto dei consumatori per un equivalente di quasi 9 grammi di antibiotici in un anno, che corrisponde a circa 4 terapie antibiotiche complete.
29 marzo 2010 - Mattia Sparacino

galline in batteria Dopo le numerose denunce sul maltrattamento subito dagli animali negli allevamenti intensivi, la Lav ha pubblicato questo mese di marzo un interessante dossier dal titolo "Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie" che cerca di determinare la quantità di farmaci, soprattutto antibiotici, che i consumatori di carne assumono inconsapevolmente durante i propri pasti.

L'uso dei farmaci negli allevamenti intensivi è la logica conseguenza delle condizioni in cui gli animali sono costretti a vivere. In natura la malattia è un evento raro e colpisce di solito gli animali deboli, spiegano gli autori del dossier, ma negli allevamenti intensivi i fattori che determinano il buono stato di salute degli animali (diversità genetica, igiene personale e ambientale) sono irrimediabilmente compromessi. Le condizioni di stabulazione di galline e bovini obbligano, per così dire, gli allevatori a un uso massiccio e costante di farmaci.
Favorito anche dalla diminuzione del loro costo, l'utilizzo degli antibiotici sia come farmaci, sia come integratori (grazie al loro effetto di promotori della crescita) è andato aumentando.
Antibiotici che il consumatore carneo italiano ritrova poi in quegli 87 kg di carne che consuma mediamente in in un anno.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che la quantità di antibiotici impiegati nei prodotti animali non è nota, ma è possibile stimare che circa la metà del totale degli antibiotici prodotta globalmente sia utilizzata nella produzione animale e che in Europa, tutte le classi di antibiotici autorizzate al commercio per la terapia umana sono registrate anche per l'uso veterinario.
Gli autori hanno quindi calcolato che per produrre un chilogrammo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotici. I farmaci rimangono spesso nei tessuti degli animali e arrivano nel piatto dei consumatori per un equivalente di quasi 9 grammi di antibiotici in un anno! che corrisponde a circa 4 terapie antibiotiche complete.
«Il consumo di carne comporta rischi sanitari di cui si parla ben poco in Italia - spiega Roberta Bartocci, responsabile Lav settore Vegetarismo e tra le curatrici del dossier - e di cui raramente i consumatori hanno consapevolezza. Non solo il rischio di assumere antibiotici "a pranzo e a cena", ma anche il rischio di venire a contatto con agenti patogeni che hanno sviluppato resistenze agli antibiotici».

Note

Per saperne di più scarica il dossier della Lav: Rischio sanitario degli allevamenti intensivi. Resistenza agli antibiotici e nuove malattie

chi siamo

chi siamo

invia articolo

segnala un articolo o un evento

pubblicità

per la pubblicità su questo sito

promuovere i propri prodotti e servizi su Veg'zine.it

contattaci

contattaci

site map

site map

Privacy Policy

Powered by PhPeace 2.4.1.62