la proposta dell'ex Beatle

Paul McCartney: rinunciare alla carne per salvare il mondo

Meno carne per salvare il mondo: questo il messaggio che Paul McCartney porterà il 3 dicembre alla conferenza internazionale. I Paesi occidentali attualmente mangiano carne almeno sette volte la settimana.
Paul McCartney
Fonte: The Parliament Magazine by La Stampa - 03 dicembre 2009

Pau Mc Cartney campagna Peta L’ex Beatle torna su uno degli argomenti a lui più caro: l'alimentazione e l'impatto che le nostre scelte alimentari hanno sul riscaldamento globale. E lo fa portando una proposta alla conferenza internazionale sul clima di Copenhagen: meno carne = meno calore.
Paul McCartney sottolinea che non dobbiamo dimenticare la nostra capacità individuale per combattere il cambiamento climatico: per esempio, limitando il consumo di carne.

Molti di noi si sentono impotenti di fronte alle sfide ambientali. Può essere difficile capire cosa fare per avere un mondo più pulito, sostenibile e sano; ma evitare di mangiare carne almeno un giorno a settimana è un cambiamento che ognuno può fare - e andrebbe al cuore di alcune importanti questioni politiche, ambientali ed etiche, tutto in una volta.
Per costruire un mondo migliore, abbiamo bisogno di cambiare il nostro stile di vita. Non tutti i cambiamenti che dobbiamo fare sono facili, e non tutti i cambiamenti facili sono significativi. Ma rinunciare alla carne per un solo giorno alla settimana è davvero una piccola cosa che può fare una grande differenza. Ad esempio, il gruppo «Compassion in World Farming» stima che se il nucleo familiare medio del Regno Unito dimezzasse il consumo di carne, le emissioni sarebbero contenute maggiormente che se si dimezzasse l’uso dell’automobile.

Il 3 dicembre porterò questo messaggio al cuore dell'Europa, a una grande conferenza internazionale: «Il riscaldamento globale e alla politica alimentare: meno carne = meno calore» presso il Parlamento europeo. Mi appello ai leader mondiali convergenti su Copenhagen per il meeting sul cambiamento climatico, ricordando loro che la politica alimentare sostenibile è un’arma fondamentale nella lotta al riscaldamento globale.
La prova che la produzione di carne è una delle principali cause del cambiamento climatico è chiara. Nel 2006, la relazione dell’organizzazione per il cibo e l'agricoltura delle Nazioni Unite, «Livestock’s long shadow», ha avvertito che le emissioni derivanti dalla produzione mondiale di bestiame comprende circa il 18 per cento delle emissioni annuali di gas serra, e potrebbe più che raddoppiare entro il 2050. La relazione rileva che il settore zootecnico contribuisce in maniera significativa ai problemi ambientali più gravi, a tutti i livelli, dal locale al globale.
Dai campi alla tavola, più produciamo e mangiamo carne, più grande sarà la traccia di carbonio che lasceremo. Un futuro sostenibile ne richiede un minore consumo; dal 1961 a oggi la popolazione mondiale è più che raddoppiata, il consumo di carne è quadruplicato e il consumo di pollame è aumentato di dieci volte. Non possiamo semplicemente continuare a consumare così.

Una nuova relazione, "Mangiare il pianeta: alimentiamo il mondo in maniera sostenibile, equa e umana", mostra che se i paesi occidentali riducessero i loro consumi di carne, il riscaldamento globale potrebbe essere attenuato, oltre ad avere un miglioramento per quanto riguarda il cibo mondiale e la sicurezza del combustibile. Questo studio, di «Friends of the Earth e Compassion in World Farming», ci indica che se il mondo industrializzato dimezzasse il consumo di carne sarebbe possibile alimentare il mondo nel 2050 senza dover ricorrere a una massiccia espansione agricola, a colture intensive e di allevamento degli animali, o a qualsiasi ulteriore deforestazione.

Se i Paesi sviluppati adottassero una dieta più sana e più povera di carne, e se il cibo venisse distribuito più equamente a livello globale, le opzioni per fornire cibo e combustibile a sufficienza potrebbero essere maggiori. Una dieta a basso consumo di carne può ridurre dell' 80 per cento i gas causa dell'effetto serra. I Paesi occidentali attualmente mangiano carne almeno sette volte la settimana, ma l'ultima relazione invita a seguire una dieta che prevede l'utilizzo della carne solo due, tre volte a settimana. Accanto alle singole azioni, i governi devono mettere in atto le giuste politiche. Ci sono troppe poche adesioni alle proposte, al fine di garantire un approccio coerente in tutto il territorio locale, regionale, nazionale, europeo e mondiale. Troppo spesso i ministri passano il loro tempo a difendere gli interessi acquisiti piuttosto che a cercare una soluzione strategica. Il potere del popolo può sempre avere la meglio sull'inazione del governo. Facendo un semplice cambiamento nel modo in cui si mangia, si prende parte a una campagna di cambiamento globale, in cui ciò che è bene per voi è anche un bene per il pianeta. Soprattutto, ricordate che il futuro inizia con le azioni che intraprendiamo adesso.

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