sperimentazione e vivisezione

Un passo nella direzione giusta

La proposta di legge n° 5442, nata da un tavolo che vedeva riuniti ricercatori e antivivisezionisti, ridisegna l’uso degli animali da laboratorio.
11 febbraio 2005 - Stefano Cagno

L’attuale normativa che disciplina la vivisezione, ossia il decreto legislativo n°116 del 1992, ai tempi fu approvato per colmare un vuoto di oltre mezzo secolo.
Tuttavia, in questi ultimi 13 anni, il progresso tecnologico e il pensiero bioetico hanno fatto passi avanti tali che l’attuale legge, già lacunosa ai tempi della sua approvazione, è ampiamente superata.
Così, un lavoro durato oltre un anno da parte del “Comitato per la revisione del decreto legislativo n° 116 del 1992 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”, voluto dall’on. Giulio Schmidt, ha reso possibile la presentazione della Proposta di Legge n° 5442 che ha permesso di trovare un difficile punto d’incontro tra parti a volte simmetricamente divergenti, come sono i ricercatori che impiegano gli animali e le associazioni antivivisezioniste. Il risultato è un testo dove ognuna della parti ha dovuto sacrificare qualcosa, ma anche ottenere qualcosa: il punto sicuramente condiviso è la possibilità di presentare una proposta che credo, nell’attualità, potrebbe essere considerata la più avanzata in Europa. Certamente il testo finale è molto lontano da quella legge che da molti anni sogno, costituita da un unico articolo che vieta tutti gli esperimenti con animali in Italia. Tuttavia sono anche consapevole che tale risultato non si può ottenere in un unico colpo, ma che sarà il frutto di un lungo cammino in cui si riusciranno ogni volta a portare a casa parziali miglioramenti.
Sicuramente, rispetto all’attuale norma in vigore in Italia, questa Proposta di legge è in grado di definire meglio i confini entro i quali è lecito l’impiego degli animali nella ricerca. Per quanto riguarda gli esperimenti, sono stati introdotti alcuni divieti, senza deroghe. Sono aboliti, ad esempio, gli esperimenti per la didattica, la cosmesi, i prodotti per uso domestico e quelli bellici, che accolgono un larghissimo sentire popolare, ma soprattutto che evitano esperimenti la cui necessità e indispensabilità risulta assolutamente non difendibile allo stato attuale delle conoscenze scientifiche.
La Proposta di legge ha anche cercato di colmare quelle lacune che l’attuale normativa presenta. Un esempio per tutti: il decreto legislativo n° 116 non regolamenta l’utilizzo degli animali transgenici, mentre la nuova normativa prevede un intero articolo.
Il fatto che l’attuale legge non faccia menzione degli animali transgenici non significa che sia vietato l’impiego. Al contrario vuol dire che sono utilizzati senza nessuna norma precisa.
Fino a ora gli esperimenti sono stati compiuti da personale la cui preparazione in materia non risultava chiara, o meglio, anche in questo caso, non esistono norme precise in merito. Da adesso in poi, in base alla Proposta di legge, ogni persona che intervenisse in un esperimento con animali dovrebbe avere una formazione adeguata e potrebbe svolgere solo compiti ben definiti.
Il decreto legislativo n° 116 prevede un’autorizzazione solo per alcune ricerche, come, ad esempio, quando s’impiegano cani, gatti o primati non umani. Nella maggior parte dei casi, però, il ricercatore è tenuto soltanto a comunicare l’intenzione di compiere un determinato esperimento. D’ora in poi, invece, se la Proposta di legge fosse approvata, tutte le ricerche con animali rientrerebbero nel regime autorizzativo, anche se è previsto un silenzio-assenso, qualora dopo 30-60 giorni il Ministero della salute non comunichi ufficialmente il proprio parere. Questo è sicuramente un punto discutibile, ma ritengo sia sempre meglio la possibilità di un silenzio-assenso, piuttosto che la semplice comunicazione dell’esperimento.
L’articolo 5 rappresenta, invece, una novità in assoluto per quanto riguarda la normativa sulla vivisezione. In esso sono stabilite le condizioni che rendono possibile un reinserimento di animali precedentemente sottoposti a esperimenti, superando l’attuale abitudine a sopprimerli. La necessità di prevedere norme finalizzate a offrire ad alcuni animali una possibilità di sopravvivenza, dimostra la tendenza sempre più forte, anche a livello legislativo, a considerare gli animali soggetti e non più oggetti e quindi a occuparsi anche, almeno in parte, di alcune loro necessità e interessi.
In quanto agli allegati, sicuramente degno di nota è il quarto, riguardante la domanda di autorizzazione agli esperimenti. Rispetto all’analogo presente nel decreto legislativo n° 116 è molto più articolato, preciso e dettagliato, mettendo chi è predisposto a concedere le autorizzazioni nelle condizioni di esprimere un giudizio più ponderato rispetto a quanto successo fino a ora.
La nuova Proposta di legge prevede anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per la tutela degli animali da laboratorio, nel quale sono previsti anche rappresentanti delle associazioni animaliste. Nonostante non sia questo un organismo autorizzativo sulle singole ricerche condotte con gli animali, tuttavia tra i propri compiti possiamo ricordare quelli di “proporre modifiche, integrazioni o approfondimenti della presente legge”, oppure di “promuovere lo studio e la validazione dei metodi alternativi”. Oltre che da un punto di vista pratico, ritengo che la presenza di rappresentanti delle associazioni per la tutela degli animali rivesta anche un’importanza simbolica, poiché sancisce finalmente lo sdoganamento degli animalisti dal semplice e riduttivo stato di contestatori e li inserisce a pieno titolo, e con pari dignità, nel novero delle figure ufficialmente autorizzare a entrare nel merito della discussione sulla vivisezione.
Da medico, prima che da antivivisezionista, ritengo che la Proposta di legge n° 5442, in prospettiva, possa essere uno stimolo per i ricercatori a superare progressivamente l’impiego degli obsoleti modelli animali nella ricerca, affidandosi sempre di più agli enormi progressi in campo tecnologico in grado di aprire prospettive di conoscenza fino a un recente passato assolutamente non immaginabili.
Abbiamo visto come la materia sia ormai in rapido divenire. Tra la prima legge sulla vivisezione e l’attuale sono trascorsi 60 anni, tra l’attuale e la Proposta di legge che in questi giorni è presentata ne sono trascorsi solo 13. Ritengo quindi sia molto probabile che la materia, nei prossimi anni, debba subire ulteriori modifiche per restare al passo con i veloci progressi scientifici e gli altrettanto veloci cambiamenti del pensiero bioetico. La Proposta di legge n° 5442, se sarà approvata senza modifiche, ritengo possa gettare buone basi per questo cammino.
Concludendo, pur rimanendo fermo nelle mie posizioni di medico antivivisezionista abolizionista, per tutte le brevi osservazioni sopra esposte, ritengo che, tenendo conto dell’attuale periodo storico e delle forze in campo, questa Proposta di legge possa essere considerata un effettivo passo in avanti rispetto alla precedente normativa. Certamente anche la migliore legge al mondo risulta inutile e inefficace se non viene correttamente e puntualmente applicata. Così, anche in questo caso, effettivi risultati positivi si potranno vedere solo se tutti s’impegneranno nel seguire i dettami della legge e, soprattutto, se gli organi di controllo avranno la possibilità e la volontà di fare ciò che è sancito da questa Proposta di legge.

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