Quei bei monili d'avorio...

Anche se gli esperti dichiarano che non si tratta di una riapertura della caccia, ma di un modo di vigilare sul commercio illegale, è ugualmente preoccupante il fatto che ci sia ancora una evidentemente alta richiesta di monili e oggetti in avorio... di cui francamente potremmo fare a meno.
Fonte: ansa ambiente - 17 luglio 2008

SI' IMPORT AVORIO IN CINA, ORA VIGILARE
La Cina e' stata oggi autorizzata ad importare legalmente avorio africano. Il Comitato permanente della Convenzione internazionale sul commercio internazionale delle Specie di fauna e flora in via di estinzione (Cites) - riunito in sessione a Ginevra - ha infatti approvato la domanda di Pechino di ottenere lo status di zanne di elefante ''trading partner'' per partecipare come acquirente ad una vendita autorizzata d'avorio africano, malgrado l'opposizione di alcuni Paesi quali il Kenya e l'Australia. La vendita riguardera' esclusivamente stock governativi d'avorio di quattro Paesi africani e provenienti da zanne di elefanti morti naturalmente o derivanti da abbattimenti selettivi. ''Nessun elefante sara' ucciso per alimentare la quantita' di avorio che potra' essere venduta'', ha precisato infatti Juan Carlos Vasquez esperto legale della Cites. ''Dopo la vendita e per nove anni sara' in vigore una moratoria per il commercio internazionale di avorio''. Oltre alla Cina, solo il Giappone potra' partecipare all'acquisto di avorio. In passato solo il Giappone aveva chiesto ed ottenuto lo status di ''trading partner'' per l' importazione del prezioso materiale. La decisione a favore della Cina riconosce gli sforzi compiuti da Pechino per contrastare il traffico illegale di avorio ed e' stata approvata dal Comitato permamente della Cites al termine di un dibattito con 9 voti a favore, tre contrari e due astensioni. L'autorizzazione ad importare avorio concessa oggi alla Cina - ha precisato Vasquez - concerne esclusivamente la vendita di 108 tonnellate di avorio provenienti da stock governativi di Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe. La Cites ha vietato il commercio internazionale di avorio nel 1989. Poi nel 1997, riconoscendo che alcune popolazioni di elefanti dell'Africa australe erano gestite in modo sano, ha autorizzato Botswana, Namibia e Zimbabwe a procedere ad un'unica vendita al Giappone di uno stock di 50 tonnellate d'avorio di zanne d'elefanti deceduti per cause naturali. Nel 2002, la Cites aveva accettato il principio di una nuova vendita ed in base ad accordo raggiunto nel 2007 Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe sono stati autorizzati a vendere i loro stock. I benefici della vendita saranno destinate a finanziare attivita' in favore della conservazione degli elefanti e del loro habitat, ha spiegato la Cites. L'approvazione dello status di ''trading partner'' alla Cina e' stata preceduta da una valutazione degli sforzi compiuti da Pechino per gestire adeguatamete l'avorio importato legalmente e contrastare il traffico illegale. In un rapporto la Cites aveva concluso che malgrado alcune carenze, la Cina ha ora raggiunto gli standard richiesti. Organizzazioni non governative quali l'Agenzia per la tutela dell'ambiente (Eia) avevano denunciato nei giorni scorsi il via libera alla Cina affermando che favorira' l'uccisione di elefanti e il traffico illegale d'avorio. Dal canto suo il Wwf ha riconosciuto gli sforzi della Cina richiamando pero' a ''un maggiore controllo sui mercati'', ha detto Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Timber Trade del Wwf Italia. Sul controllo sono d'accordo anche alcuni esperti Cites per i quali serve ora ''una stretta vigilanza sugli stock'' per evitare che si possano aprire varchi per una caccia selvaggia.

ESPERTI, NON E' RIAPERTURA CACCIA MA VIGILARE
Il si' alla Cina per l'import di avorio ''riguarda stock legittimamente accatastati negli anni e derivanti da abbattimenti selettivi''. Lo precisano esperti della Convenzione internazionale sul commercio internazionale delle Specie di fauna e flora in via di estinzione (Cites) il cui Comitato competente ha dato il via libera del prezioso materiale per i mercati della Cina. ''Non e' una riapertura al commercio dell'avorio ne' - spiegano gli stessi esperti - una riapertura alla caccia agli elefanti'' fatto sta che non mancano ''perplessita'''. Restano timori ''per la possibilita' che con l'apertura al mercato cinese si potrebbero aprire varchi per una caccia selvaggia''. Da qui la necessita', dicono gli stessi esperti, ''di una stretta vigilanza sugli stock e per evitare altre smagliature''.

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