Earth Day

La dieta che fa bene alla terra

Essere vegetariani fa bene a noi ma è vitale per il pianeta! La dieta vegetariana migliora la nostra salute ma soprattutto, grazie alla significativa riduzione dei gas serra e dell'inquinamento in generale, può essere un prezioso contributo per migliorare l'ambiente in cui viviamo.
13 aprile 2010 - Elga Pagar

green earth Il 22 aprile prossimo in 174 paesi si festeggerà per la 40esima volta la Giornata Mondiale della Terra. Un appuntamento dedicato alla sensibilizzazione sui temi ambientali, sempre più importante visto il degrado in cui verte il nostro pianeta.
Molti sono i fattori che preoccupano gli esperti: lo scioglimento del 70% dei grandi ghiacciai, il previsto innalzamento di oltre un metro del livello dei mari, l’aumento della siccità nei paesi del sud del mondo, l’incremento delle precipitazioni nell’emisfero Nord. A questo si aggiungono i dati già da tempo diffusi in diversi ambiti e da differenti organizzazioni, tra cui la FAO, sulla produzione del bestiame, responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra della Terra, ben più di quelle causate dall'intero sistema dei trasporti.
Lo sapevate ad esempio che un chilogrammo di carne di manzo produce tanto diossido di carbonio quanto una automobile in 250 chilometri e brucia l'energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt?

Cosa possiamo fare?
Anche se per i più disfattisti stiamo ormai andando alla deriva, non gettiamo la spugna!
Per tagliare i consumi di petrolio e ridurre le emissioni di gas responsabili dell’effetto serra possiamo iniziare da piccoli gesti quotidiani. Magari al principio ci vorrà un po' più di attenzione, ma presto i nostri comportamenti entreranno a far parte del nostro modo di essere e tutto sarà semplice e naturale.
Ecco qualche consiglio su cosa infilare nel carrello della spesa per diventare ecologicamente corretti anche a tavola.
Mossa numero 1: evitare prodotti di origine animale.
L'Università americana Carnegie Mellon ha esaminato l’intero ciclo di vita, dalla produzione alla tavola, di una gran quantità di cibi dimostrando che ben l’83% delle emissioni prodotte è causata dalla produzione agricola o industriale. In particolare la carne rossa, da cui deriva il 31% dei gas serra, è la principale causa di inquinamento, mentre i latticini contribuiscono per il 18%. Un altro 11% è imputabile a carni bianche e pesce (11%), mentre le verdure hanno un impatto pari al 9%.
Sulla spinta di una alimentazione più sostenibile è nato il movimento "Meat Free Monday" (Lunedì senza carne), promosso da Paul McCartney, che porta avanti la campagna di un giorno (almeno uno!) alla settimana da vegetariano. Sembra impossibile che un solo giorno di dieta vegetariana possa cambiare qualcosa sulla bilancia dei costi ecologici legati ai nostri consumi, eppure i dati non mentono: chi mangia solo verdure un giorno solo alla settimana diminuisce il suo impatto pari a 1.800 chilometri in meno percorsi in automobile.
Ma possiamo fare di più!
Possiamo preferire prodotti locali e di stagione. Ogni pasto percorre mediamente circa duemila chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole. I lunghi trasporti sono responsabili dell'emissione di gas serra addirittura su scala globale. Per questo è importante preferire gli alimenti di stagione e coltivati a poca distanza da dove vengono consumati. Ogni famiglia potrebbe ridurre di 1000 chili le emissioni di gas a effetto serra con il semplice acquisto di prodotti locali e di stagione.
Possiamo ridurre al minimo gli imballi e riciclare le buste della spesa. L'utilizzo di buste riciclabili ci fa risparmiare altri 200 chili di emissioni all'anno.
E poi ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi e, naturalmente differenziare con attenzione ciò che resta!

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