La lotta al tumore al colon parte dalla nostra cucina

Il cancro al colon colpisce sempre più, soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli dove la dieta mediterranea o vegetariana è un’utopia.
17 aprile 2008
Fonte: paginemediche.it - 14 aprile 2008

Combattere il cancro al colon si può e la battaglia inizia a tavola. Il cibo-spazzatura è tra i principali responsabili dello sviluppo di questa neoplasia che è sempre più diffusa; complice, appunto, lo stile alimentare sempre meno salutare. Più di mille esperti hanno fatto il punto sull’incidenza del tumore al colon in occasione di un recente congresso internazionale che si è tenuto a Praga. Il cancro al colon colpisce sempre più, soprattutto nei Paesi occidentali e in quelli dove la dieta mediterranea o vegetariana è un’utopia.

In Italia il tumore al colon è il secondo più diffuso, battuto soltanto dal carcinoma polmonare; ogni anno si ammalano trentamila persone.
L’alimentazione ha tenuto banco nei lavori del meeting. Sotto accusa la carne rossa, spesso consumata troppo cotta o addirittura bruciata; premiata la dieta povera di carne rossa e ricca di verdure e carboidrati.

Un esempio per tutti: Alberto Sobrero, primario di oncologia medica presso l’Ospedale San Martino di Genova ha spiegato come in India, Paese dove la dieta carnivora è quasi un tabù e gli alimenti principali sono di tipo vegetariano, il tumore al colon sia quasi inesistente: “lì il tumore del colon è diffuso quanto lo sarebbe quello del polmone in assenza di sigarette e inquinamento atmosferico”, ha dichiarato. Ma, senza voler estremizzare il regime alimentare, per prevenire il tumore partendo dalla dieta sarebbe sufficiente preferire i nostri alimenti più preziosi e invidiati da tutto il mondo: olio extravergine, verdure e frutta, pane e carboidrati sono, infatti, gli ingredienti di una ideale dieta salva-colon.

Oltre a una dieta equilibrata la diagnosi precoce è il più valido alleato per combattere il tumore al colon: oggi il 70% dei nuove pazienti riesce a guarire perché scopre la malattia quando ancora è possibile intervenire, il 5% scopre i polipi intestinali e li elimina prima che possano trasformarsi in tumore e il restante 25% scopre di essere malato solo quando il tumore è ad uno stadio avanzato. Ma anche per questi pazienti la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante: oggi, infatti, grazie ai nuovi farmaci, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi tardiva è superiore di cinque volte rispetto ad alcuni anni fa. Il segreto è, quindi, dieta corretta e prevenzione.
Gli studiosi riuniti nella capitale ceca hanno poi ribadito l’importanza della colonscopia, un esame spesso circondato da paure e tabù che, però, resta l’unico modo per scoprire in tempo un tumore: basterebbe farlo una volta nella vita tra i 50 e i 60 anni e può ridurre il numero di decessi addirittura del 40%.

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