raw food

Oggi mangio crudo

Una rivoluzione alimentare che può dare grandi risultati per il benessere del corpo, senza per forza rinunciare al gusto.
EP - redazione (con la consulenza di Giuseppe Cocca)
Fonte: Friendly - 30 marzo 2006

L'ultima tendenza culinaria si chiama "raw food" (letteralmente cibo grezzo e intatto): una moda attualmente molto in voga negli Stati Uniti anche fra le star dello spettacolo come Demi Moore e Prince.

Pro e contro del Raw Food

Il cibo crudo ha il pregio di conservare maggiormente le numerose proprietà nutritive degli alimenti, che con le alte temperature si alterano. Ma la cottura ha il vantaggio di evitare possibili rischi relativi a contaminazioni batteriche e virali. Ad esempio l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la Fao (l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione) hanno recentemente messo in guardia dai pericoli che potrebbero scaturire utilizzando uova crude (per la cosiddetta "influenza dei polli"). E per il pesce, Assoittica (l'Associazione Nazionale delle Aziende Ittiche) ha invitato i negozianti a segnalare al consumatore in modo ben visibile che il prodotto deve essere cotto.

Nata all'inizio del ventesimo secolo come "progetto salute" basato sull'uso dei cibi crudi, oggi il raw food si è trasformato in un laboratorio gastronomico, officina di idee, abbinamenti inediti da personalizzare alla ricerca di una nuova alimentazione sana ma anche piacevole e appetitosa.

Carpacci, che passione
Il crudismo prevede che i cibi non subiscano una cottura superiore ai 57 gradi. Possono quindi essere consumati cibi essiccati, affumicati o "cotti" tramite marinatura con limone o aceto.
Gli ingredienti usati sono molti. Oltre a frutta e verdura fresche, frutta secca, olive, germogli e alghe, insomma tutti i cibi tipici della dieta crudista vegetariana, ci sono altri alimenti che si prestano a essere consumati senza cottura: il tuorlo d'uovo (ma non l'albume perché difficilmente digeribile), alcuni tipi di pesce e crostacei (ostriche e pesci adatti a essere preparati in carpaccio, come lo spada o il salmone, per esempio), certi tipi di carne (manzo sì, no a pollo e volatili) e di salumi (il prosciutto crudo e la bresaola, e in genere quelli che non hanno subito macinazione).
Anche latte e formaggi fanno parte della ricca famiglia degli ingredienti ammessi dalla dieta crudista, a patto, naturalmente, che non abbiano subito durante la lavorazione alcun processo di cottura o sterilizzazione. Cereali e legumi non sono sempre adatti a essere consumati allo stato naturale, per via della loro consistenza che li rende indigesti, per questo il loro utilizzo è limitato ai fiocchi (per i cereali) o ai germogli (per i legumi).
E' consigliabile anche mettere a bagno per qualche ora gli alimenti essiccati (come la frutta e le alghe) prima di consumarli.

Le ragioni di una scelta
La spinta ad abbracciare questo stile alimentare deve essere in nome del benessere, attente a non sfociare nella cosiddetta ortoressia.
Come per tutti i regimi alimentari con caratteristiche ben marcate, ci sono voci a favore e voci contrarie. La spinta ad avvicinarsi al crudismo in genere è legata al desiderio di mantenersi in salute, e i sostenitori di questo tipo di alimentazione asseriscono che consumare alimenti crudi sia l'unico modo per preservare i principi nutritivi oltre che il sapore degli alimenti: la cottura produce nei cibi un impoverimento di vitamine e sali minerali, componenti fondamentali per una corretta alimentazione.
Secondo questa visione, i vantaggi del crudismo sono molteplici: viene stimolata la digestione, ripulito l'intestino e l'organismo si disintossica più facilmente.
I contrari sostengono invece che molti cibi, se assunti crudi, possono causare non solo problemi legati all'igiene e alla genuinità degli ingredienti, ma anche alla difficoltà di assorbimento da parte dell'organismo.
Tutti concordano invece sul fatto che mangiare più frutta e verdura fresche e crude faccia bene.
Al contrario, cercare nel cibo l'elisir di lunga vita finisce per far ammalare di "ortoressia" (dal greco "orhos" giusto, corretto e "orexis" appetito), definita nell'ultimo Rapporto Italia 2006 curato da Eurispes sulle abitudini degli italiani, una pericolosa ossessione che si sta diffondendo in Italia, soprattutto tra gli uomini, che porta a sviluppare una vera e propria mania per il cibo.

Iniziare con moderazione
Consumare crudi il 40-45 per cento degli alimenti quotidiani contribuisce a mantenere in buona salute. E' una scelta adatta a tutti, ma anche una rivoluzione alimentare a cui accedere per gradi: ogni cambiamento brusco può provocare un rigetto fisico o psicologico.
Chi desidera avvicinarsi al crudismo può iniziare dalla prima colazione: una macedioni con aggiunta di frutta secca, è l'alternativa energetica a biscotti e caffè. Il pasto principale può iniziare con verdure crude, senza rinunciare a quelle di contorno, il caffè pomeridiano si può sostituire con una spremuta e, per gli spuntini, frutta fresca o secca. Inoltre, soprattutto quando gli alimenti non sono cotti, è essenziale che gli ingredienti siano freschi, bio, raccolti e consumati al giusto punto di maturazione. Per frutta e verdura vale la regola della stagionalità e della territorialità: quando non viene forzata, la natura offre prodotti più saporiti e sani. E permette di risparmiare sulla spesa.

Note

Giuseppe Cocca. Medico chirurgo, cultore di medicine naturali. Dopo essersi interessato a Omeopatia e Agopuntura e dopo aver seguito un digiuno di trenta giorni, ha scoperto il metodo igenista e ne ha approfondito la conoscenza in Francia e in Inghilterra.

chi siamo

chi siamo

invia articolo

segnala un articolo o un evento

pubblicità

per la pubblicità su questo sito

promuovere i propri prodotti e servizi su Veg'zine.it

contattaci

contattaci

site map

site map

Privacy Policy

Powered by PhPeace 2.4.1.62