Barnyard – Il cortile

Da qualche tempo stiamo assistendo a una piccola rivoluzione vegetariana anche nel mondo del cinema dedicato ai più piccoli spettatori. Prima è stata la volta di "Galline in fuga", poi sono arrivati "Wallace e Gromit" e "Boog & Elliot". Adesso è la volta di "Barnyard – Il cortile": viva il filone veg!
Pasquale Colizzi
Fonte: unita.it - cinema - 23 febbraio 2007

Preparatevi alla novità: non è più il cane l´animale domestico da guardia ma il manzo. Una scena di Barnyard – Il cortile Forse perché il primo si è fatto rovinare dalla vicinanza con l´uomo: se gli lanci una pallina non resiste ai suoi occhi e deve afferrarla. Per non parlare della dipendenza dai dolci. In Barnyard – Il cortile (al cinema dal 23 gennaio) tuttavia c´è di mezzo anche una questione di nepotismo. Muore l´amato Ben, manzo-leader dell´ allegra fattoria che si sacrifica senza paura per affrontare la banda di coyote che minaccia il quieto vivere. Gli succede il figlio Otis, un ragazzone che deve mettere la testa a posto. Steve Oedekerk (Ace Ventura Missione Africa, Una settimana da Dio) s´inventa poco: ridere dei difetti degli uomini guardando gli animali che si comportano come noi è lo sport preferito dai realizzatori di film d´animazione. Tutto sta a dosare qualche trovata divertente, i buoni sentimenti (l´amore paterno, il senso del gruppo) e un eloquio molto garbato, per nulla politicamente scorretto come invece impone ormai il mercato dell´ intrattenimento "allargato" a bambini e adulti. Cioè: questo farà divertire soprattutto i bambini, meno gli adulti smaliziati.

Il contadino-proprietario della fattoria è vegan: niente carne e derivati animali. Mentre naturalmente il furetto appena vede un pollo se lo immagina già cotto e da mangiare. Il capo coyote si lascia sfuggire: in fondo è nella mia natura sgozzare le galline. Tuttavia sono dilemmi etico esistenziali che non possono trovare soluzione. Una scena di Barnyard – Il cortile Se volete una mano per convincere voi e i vostri figli a smettere o limitare l´uso di carne vedetevi il doc Il nostro pane quotidiano (lo trovate in pochissimi cinema d'essai): la mostruosa catena di montaggio dell´industria alimentare prevede le torture più strabilianti per ingrassare i maiali e ammazzare le mucche. Tutto giocato in trasparenza con i caratteri umani in Barnyard le talpe gestiscono un mercato "grigio" che fornisce agli animali le cose degli uomini, dai telefonini alle scarpe del "baffetto". Manco a dirlo, appena il capo si allontana, come accadrà in tanti uffici del pianeta, ci si da alla pazza gioia, con feste molto country: saloon ricavati nella stalla, musica dal vivo (dall´ hip-hop a Tom Petty) e spasso fino alla mattina. Otis, fino a quando non eredita la responsabilità di sorvegliare il gruppo, era il re di questi happening, accompagnato dal minuscolo topolino messicano Pip, il furetto Freddy, Peck il galletto e il maiale Pig. Si innamora di una mucca incinta appena arrivata, Daisy. Sarà sua. Ma prima deve risolvere la questione della sicurezza interna al cortile e si fa aiutare da manzi argentini matti come masticatori di coca.

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