libri e dintorni

Animali: la poesia nascosta

Le ragioni dei vegetariani senza ombra di fanatismo. Un libro emozionante e intelligente di Jeffrey Moussaieff Masson
Paolo Baldi
Fonte: Brescia Oggi - 17 settembre 2006

la copertina del libro Il maiale che cantava alla luna C’è la breve storia di Piglet, una scrofa neozelandese che amava fare il bagno in mare di primo mattino, giocava con i bambini, adorava la musica e lanciava strani versi melodici nelle notti di plenilunio, ad aprire un libro emozionante, a tratti straziante e soprattutto «intelligente». Un’opera da raccomandare a tutte le persone che mangiano senza pensare troppo a cosa trovano nel piatto. Un lavoro intelligente, dicevamo. Perchè «Il maiale che cantava alla Luna» ha un grande pregio: spiega con storie in parte bellissime e in parte drammatiche, sempre senza ombra di fanatismo, le ragioni dei vegetariani partendo da quelle, profondissime e ignorate dai più, degli animali da allevamento.
Per capire l’approccio al problema, basta ricordare che l’autore (anche se la cosa è intuibile quasi da subito) afferma la sua scelta di non cibarsi di animali quasi nella parte conclusiva del testo. Mentre nei capitoli precedenti Jeffrey Moussaieff Masson, ex psicanalista statunitense trapiantato in Nuova Zelanda e già direttore degli «Archivi Sigmund Freud», si dedica a raccontare, sempre senza toni apocalittici ma con dovizia di particolari, lo spaventoso contrasto che esiste tra le esigenze etologiche di mucche, pecore, maiali, galline e altri animali «da reddito», e la realtà mostruosa della zootecnia industriale, che queste esigenze cancella completamente.
Così, scorrendo le pagine troviamo (tra molte altre) la storia di Slut, una scrofa britannica dell’800 che «fermava» come un pointer e scovava selvaggina per i suoi allevatori meglio di qualsiasi cane, ma anche la cruda realtà di allevamenti industriali in cui gli animali mangiano 23 ore su 24 perchè è l’unica cosa che possono fare, costretti in spazi angusti con le code amputate; obbligati a orinare e defecare nel loro stesso «habitat» (cosa che non farebbero mai in natura); torturati dalle artriti causate dall’immobilità e da ogni genere di malattia causata dal sovraffollamento. Fino alla conclusione del macello, dopo circa sei mesi di quella che eufemiscamente qualcuno definirebbe «vita».
Nella sua lunga analisi di un problema che la maggior parte delle persone non vuole vedere, Masson cita anche i malcelati sensi di colpa di numerosi allevatori che ha intervistato in mezzo mondo: persone emotivamente «corazzate», ma comunque capaci di ricordare sguardi improvvisi che sembravano voler dire: «Ma cosa mi stai facendo».
E poi continua, riportando per esempio la vicenda di «Felicity», una gallina ovaiola arrivata a «fine carriera» e salvata dal macello che, dopo una vita trascorsa in una gabbia poco più grande di lei, col becco mozzato, senza forze e ormai priva di piume, 24 ore dopo il suo arrivo in un rifugio per animali si è messa a costruire un nido, dimostrando «gratitudine» per la donna che l’aveva portata via.
Tanti episodi; tante storie dalle quali emergono comportamenti animali che le persone non riescono neppure a immaginare. Testimonianze commoventi della ricca dimensione emotiva di esseri senzienti che il mercato considera invece «cose». La strada scelta dall’autore è proprio questa: indurre a una diversa considerazione delle specie sfruttate per scopi alimentari partendo dalla sottolineatura della complessità e della ricchezza dei rispettivi comportamenti.
Osservando o semplicemente sapendo che una mucca e il proprio vitello, separati a poche ore dalla nascita del secondo, si chiamano disperatamente anche per giorni, si può essere indotti a fare una scelta alimentare. Magari impegnandosi a mangiare carne solo ogni tanto. Del resto anche Masson, ancora una volta evitando ogni dogmatismo, affronta questa riflessione affermando «...è un inizio, molte persone cominciano così, dopo fanno il passo successivo».
Per chiudere una considerazione che l’autore riporta al termine del suo lavoro. Cosa ci guadagnano gli animali dalla scelta vegetariana di un singolo? Quella scelta salverà la vita di nove mucche, ventidue maiali, trenta pecore, ottocento polli, cinquanta tacchini, quindici anatre, dodici oche, sette conigli e una mezza tonnellata di pesce.

Note

Il maiale che cantava alla Luna
La vita emotiva degli animali da fattoria edizioni
Il Saggiatore (254 pp, 16 euro)

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