Dai gas alla tua spesa!

Consumatori critici, che cercano prodotti etici e compatibili, e piccoli produttori che cercano di introdurre i propri prodotti nel mercato.
Ecco gli ingredienti che hanno dato vita ai GAS, Gruppi di Acquisto Solidali
29 maggio 2006 - EP - redazione

L'immagine di copertina creata da Mauro Biani per L'Idea vegetariana n. 163

Potrebbe sembrare un'esperienza dal sapore antico, quella dei GAS, anche se in realtà molta della loro crescita (contano oltre 15.000 consumatori) la devono anche alle nuove tecnologie, come internet, che permette di mettere in rete e quindi in contatto con tanta facilità le singole persone e i piccoli produttori, scambiare velocemente informazioni tra i gruppi e diffondere le idee.
La proposta dei GAS è semplice: mettere insieme un gruppo di persone, che desiderano acquistare all'ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, di preferenza provenienti da coltivazioni biologiche e mercato equo, da ridistribuire tra gli aderenti.
Il principio ispiratore dei GAS si fonda sul fatto che ognuno di noi, in quanto consumatore, esercita un grosso potere quando sceglie cosa consumare e dove fare i propri acquisti. Per questo non si tratta di semplici gruppi d'acquisto, alla ricerca del miglior prezzo, ma di persone che, oltre ad avere esigenze quotidiane, come quelle di fare la spesa, hanno una visione dei princìpi economici molto simile.

Sono circa centocinquanta i gruppi censiti in Italia a tutt'oggi, distribuiti in gran parte delle regioni italiane. Ma potrebbero essercene molti di più, perché per creare un GAS non è necessario affiliarsi a nessuna organizzazione, ma semplicemente attenersi a delle norme fondamentali, che si basano sulla attenta scelta dell'azienda (che viene visitata dal gruppo) e dei prodotti (prediligendo quello locali, provenienti da piccole aziende agricole biologiche).
Il concetto di "solidarietà" è molto presente nelle scelte che non si limitano a far prediligere i prodotti provenienti dal mercato equo e solidale, ma che si estende anche ai fornitori locali, alla verifica delle condizioni dei lavoratori, al rispetto dell'ambiente.

Far parte di un gruppo d'acquisto solidale porta a modificare in maniera netta i criteri che, di regola, spingono a preferire un prodotto anziché un altro.
Per costo del prodotto, ad esempio, non si intende solo quello meramente "economico", ma viene valutato anche quello sociale (costa poco, però è stato sfruttato il lavoratore) oppure ambientale (costa poco ma viene da coltivazioni intensive, oppure arriva da molto lontano e quindi con il trasporto contribuisce all'aumento dell'inquinamento dell'aria).
Cambia anche il concetto di "comodità dell'acquisto". Certo uscire di casa ed entrare nel primo supermercato, per chi abita in città, potrebbe essere una qualità imbattibile.
Chi entra a far parte di un GAS deve riconsiderare la propria organizzazione dei consumi e programmare i propri acquisti in modo da diminuire al minimo il rischio di rimanere con il frigorifero o la dispensa vuoti!
Un altro aspetto importante è quello di riuscire a evitare i cosiddetti "condizionamenti esterni". Insomma, considerare il prodotto per la sua qualità intrinseca e non per i messaggi pubblicitari o la confezione particolarmente accattivante. Questo modo di agire aiuta anche a riconsiderare i nostri bisogni, le nostre reali esigenze, ma anche le disponibilità effettive del prodotto, legati ad esempio alla stagionalità.

Come dare vita a un GAS

Si può aderire a un gruppo già formato o crearne uno nuovo.
I partecipanti al gruppo definiscono una lista di prodotti su cui intendono eseguire gli acquisti collettivi e, in base a questa, scelgono i produttori e la periodicità degli ordini.
Ogni famiglia o persona compilerà un ordine, che verrà raccolto da un responsabile (che può essere definito a priori o a turno) che si occuperà di trasmetterlo al produttore.
Quando arriva la merce, viene ridistribuita tra le famiglie in base all’ordine fatto e ognuno paga per la sua parte.

Un GAS vegetariano

Va da sé che uno degli elementi fondamentali per far sì che un GAS funzioni bene, è che i suoi partecipanti siano interessati ad acquistare la stessa tipologia di prodotto. Se in un gruppo di 10 persone o famiglie, 9 sono interessate ad acquistare carne e salumi e solo 1 a tofu e seitan, è facile sentirsi esclusi. Per noi sarebbe auspicabile la creazione di un GAS vegetariano, almeno nelle città dove siamo in grado di formare un gruppo consistente di persone.
A Firenze, ad esempio, il Gruppo di Acquisto Firenze nord Le Locuste (lelocuste@inventati.org www.inventati.org/lelocuste) sta inserendo tra i fornitori anche un produttore di seitan e tofu.

Per saperne di più: http://www.retegas.org dove troverete anche l’elenco dei GAS esistenti in tutta Italia.

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